Rassegna storica del Risorgimento
VITTORIO AMEDEO II RE DI SARDEGNA ; SARDEGNA (REGNO DI)
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1935
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17 regno di Vittorio Amedeo II in Sardegna 29
quella Conciliazione del 1726, che troncò le dispute, sedò le agitazioni, rese alle sedi vacanti i loro pastori, e permise quella benefica intesa fra i due poteri, della quale Gesuiti e Scolopi furono gli agenti più benemeriti.
Uno stato forte in un regno pacificato: questo il programma che Vittorio Amedeo II si propose e per buona parte attuò in Sardegna nei dieci anni del suo governo. A chi considera la vasta mole di riforme promosse da Carlo Emanuele III, limitata e modesta può apparire l'opera del suo predecessore. Ma questi, sgombrando il cammino di ostacoli che sembravano insuperabili, aprì la strada e segnò la traccia all'attività innovatrice, della quale la sua politica ferma e circospetta fu la premessa indispensabile.
Il 1720 si può considerare per la Sardegna la data iniziale del Risorgimento. Ci sia lecito affermare che anche il Piemonte assunse da quell'anno nella penisola, in modo concreto e non più soltanto ideale (non importa se consapevolmente o no), la sua funzione di nucleo unificatore e organizzatore. Il significato e il valore dell'acquisto non consistette tanto nell'aiuto che in prosieguo di tempo i Savoia ebbero dagli isolani, sudditi eroici e fedelissimi, quanto nel fatto che l'unione della Sardegna al Piemonte, come ha osservato il Solmi, assicurò all'Italia, strategicamente e nazionalmente, il suo grande baluardo mediterraneo. Possiamo aggiungere che lo stato sabaudo saggiò nel nuovo possesso le sue virtù di governo, e il successo di questa prova lo dimostrò, a se stesso ed agli altri, capace di farsi centro e capo di tutte le forze vive di una grande nazione.
ROBERTO PALMAROCCHI