Rassegna storica del Risorgimento
BOGINO GIAMBATTISTA ; SARDEGNA ; SAVOIA (CASA)
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1935
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Raffaele Ciasca
Siviglia, le Baleari; si allontanavano dall'orizzonte sardo Palermo, Napoli, Venezia, Genova, finanche Livorno. I sardi avvertivano bene quell'influsso straniero. E anziché dolersene, ne menavano vanto; e spesso, anche più tardi, al piccolo modesto Piemonte, cui nel 1720 venne legato il loro destino, solevano opporre, con vanità e con rimpianto, il ricordo della dipendenza dalla monarchia di Spagna, grande e potente, in Europa e nel nuovo mondo; e della lingua spagnuola usavano menar vanto come di propria parlata.
I Savoia intesero subito la gravità della situazione e tesero l'animo a porvi rimedio.
Fu affermato che la Monarchia piemontese fosse fiacca ed irresoluta nel governo dell'isola, o troppo rispettosa della lettera dei trattati che imponevano di nulla innovare e riformare; che stesse continuamente a spiare qualunque occasione propizia per barattare l'isola; che infine, con machiavellica astuzia, mirasse a tener sempre bassa la Sardegna per non eccitare la cupidigia delle altre nazioni: la nuova sposa, fu opinione attribuita a Vittorio Amedeo II, non doversi mostrare in altro acconciamento che non fosse la cuffia .
Affermazioni gratuite ed ingiuriose per uomini di forte volere quale Vittorio Amedeo II e Carlo Emanuele III, e per Viceré della tempra del marchese di San Remigio, del Rivarolo e del Bogino: affermazioni gratuite che la pubblicazione, ora intrapresa, della corrispondenza fra la Corte di Torino e il Viceré e gli alti funzionari dell'isola iniziativa della quale sia data incondizionata lode ai promotori x* smentisce in modo definitivo. Se Vittorio Amedeo II mirò alla permuta dell'isola durante gli avvenimenti che prendono inizio dal trattato della Quadruplice, a partire dal
1)' Dispacci di Corte, ministeriali e Viceregi concernenti gli affari politici, giuridici ed ecclesiastici del Regno di Sardegna (1720-1721), a cura del dottor FRANCESCO LODDO CAMTEPA: nella Biblioteca scientifica della Società nazionale per la storia del Risorgimento italiano, Roma, 1934, pag. XVII-271.