Rassegna storica del Risorgimento
BOGINO GIAMBATTISTA ; SARDEGNA ; SAVOIA (CASA)
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1935
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42
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42 Raffaele Cianca
gravissimi, e promotore di disordini.3) Era tutto ciò effetto dell'indirizzo generale del governo spagnuolo, i cui ultimi viceré affermavano, come al Mellarede scriveva il marchese di San Remigio (22 luglio 1720) qu'ils n'étaient ici pour faire justice, mais pour faire tout ce que leur convenait .2) Col disordine s'era aggravato un male antico, pressoché endemico nella Sardegna, il banditismo. Ma il bandito di quei decenni non era il vindice di libertà e di giustizia contro i privati soprusi del feudatario o del magistrato corrotto. Interessi di partiti a lui fino allora ignoti, private vendette lo trascinavano nel vortice dei partiti politici e facevano di lui un oppositore del governo. Nobili aderenti al partito spagnuolo lavoravano a riunire quei banditi in gruppi armati e numerosi, a riorganizzarli, a proteggerli con l'aiuto di nobi-lastri creati di fresco e di cavalieri delinquenti, li spingevano in una lotta sorda contro gli organi dello Stato, contro le ville indifese e le aperte campagne. Il terrore che essi incutevano era tale, da non trovarsi villaggio, che, non dico li denunziasse, ma almeno si rifiutasse di proteggerli dai rigori della giustizia. E quando il marchese di San Remigio impose la multa di 2000 scudi ai villaggi che non avessero consegnato l'assassino di un soldato vittima del dovere, molti villici preferirono piuttosto abbandonare il proprio paese che consegnare il bandito. Così in basso era l'opinione della forza dello Stato! E quando si era per acciuffare qualche ribaldo, ecco aprirglisi compiacenti i battenti d'una chiesa o di altro luogo immune; ecco a suo appoggio una persona de honor , un barone, un cavaliere, manutengolo o convivente,
1) Una descrizione del disordine giudiziario dell'isola è di poco posteriore alla presa di possesso della Sardegna. Cfr. la lettera del Viceré al Sovrano del 3 ottobre 1720, in Dispacci I, 48, seg. Ma il lamento sul disordine giudiziario s'incontra frequentemente nel carteggio fra Viceré e la Corte e negli atti-amministrativi esistenti negli Archivi di stato di Torino e di Cagliari. Vedi Ardi, di stato di Cagliari, Segreteria di Stato, s. II, voi. 277 del 14 maggio 1726, e voi. 281, passim.
2) Dispacci cit., pag. 34.