Rassegna storica del Risorgimento

BOGINO GIAMBATTISTA ; SARDEGNA ; SAVOIA (CASA)
anno <1935>   pagina <45>
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L'opera di italianità di Casa Savoia in Sardegna, ecc, 45
Sacro Supremo Consiglio di Sardegna e aveva chiamato a farne parte i più autorevoli del regno con sede non più a Madrid, ma, com'era naturale, a Torino, il nuovo polo attorno a cui doveva girare l'asse della Sardegna. E Vittorio Amedeo II aveva prestato benevolo ascolto al marchese di San Remigio che gli aveva mostrato l'opportunità, fra il partito spagnuolo e quello imperiale contrastanti nell'isola, tacher de se faire des creatures pour former un troisième parti , prendendo gli elementi dal numeroso e vario par­tito spagnuolo o da quello austriaco, più recente e meno coerente. Tuttavia, conosciute le cause di quelle doglianze, Carlo Emanuele, come provvide a togliere il veto matrimoniale fra i due popoli, così conferì, con ogni sollecitudine, ad alcuni gentiluomini sardi cariche nella Corte, nella marina e nell'eser­cito, ed intimò al Viceré di punire severamente chi avesse osato deridere o biasimare consuetudini e costumanze sarde. Con queste disposizioni da un lato si chiarirono i rap­porti di mutua intelligenza tra sovrano e sudditi, dall'altro si vennero allentando i fili che tenevano stretti i baroni alla Spagna. I nobili cominciarono a manifestare una certa tol­leranza per il nuovo regime, dettero talvolta anche prova di lealismo, e a poco a poco fra i due partiti preesistenti si venne formando un nucleo di nobili e di dignitari sardi devoti alla monarchia piemontese, che diffusero presto nelle moltitudini la loro devozione e la loro fiducia nella Casa Savoia. Neil' insieme poi il giudizio sui sentimenti del popolo sardo verso la monar­chia non fu, alcuni anni dopo, quello che il marchese di San Remigio aveva espresso 1' 8 agosto 1720, in uno dei primi di­spacci dall'isola, con queste parole: Le clergé est intièrement dovoué aux espagnoles et la plus grande partie de la noblesse. Le peuple parait plus porte pour les imperiaux, mais selon mon faible sentiment il faut ètre attentif au parti espagnol,
1) Lettera al Re del 25 giugno 1721, in Dispacci, pag. 211.