Rassegna storica del Risorgimento

BOGINO GIAMBATTISTA ; SARDEGNA ; SAVOIA (CASA)
anno <1935>   pagina <47>
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L opera di italianità di Casa Savoia in Sardegna, ecc. 47
Perdurò più a lungo l'opposizione tenace del clero. Rice­veva alimento sopratutto dalle contese che alienavano l'animo del pontefice da Vittorio Amedeo. H papa vantava la sovranità dell'isola sin da quando Bonifacio ottavo ne aveva investito i reali d'Aragona. Estintisi gli Aragonesi, l'isola doveva tor­nare alla chiesa; e questa non avrebbe riconosciuta per re legittimo Vittorio Amedeo, finché egli non si fosse piegato a riceverne rinvestitura. Vittorio Amedeo, invece, aveva affer­mata a sua sovranità per grazia di Dio . Da questo dissidio a sanare il quale il marchese di San Remigio non si stancò di suggerire al sovrano di aprir trattative col pontefice, perchè questi derogasse alla clausola dell'unione perpetua della Sardegna con l'Aragona prendevano coraggio i non pochi religiosi e i vicari vescovili cupidi di ricchezza e di mondanità, per resistere a qualunque iniziativa del governo, per rendere difficile la intrapresa opera di risanamento morale, per intimi­dire il popolo e staccarlo dal sovrano, con ogni mezzo, finanche con la scomunica. Ils n'ont d'autre vue , nota il marchese di San Remigio, que d'intimider le peuple pour le faire éloigner du roi. Vescovi timorati, Viceré, alti funzionari dell'isola concordano nel ritenere che i più gravi malanni si annoda­vano a quegli ecclesiastici che per arricchirsi e circondarsi di protetti e di amici aumentavano giorno per giorno il numero dei tonsurati e dei varas, e che, come il San Remigio denun­ziava al Re, facevano servire chiese e conventi a ricetto di malviventi e di refurtiva,2* e le torri campanarie a baluardi di offesa contro la truppa posta alla loro caccia.3) Se pochi di quei malfattori si lasciano cogliere, è rarissimo, scrive l'abate Del Maro testimone di tali enormità, che quei tali non
J) Ardi, di Stato di Cagliari, Segreteria di Stato, s. II, voi. 275.
2) Lettere del San Remigio al Sovrano, 3 giugno 1726; in Ardi, di Stato di Ga-glieri, s. II, voi. 277.
3) Dispaccio del San Remigio al Sovrano del 3 giugno 1726, in Arch. di Stato-di Cagliari, Segreteria di Stato, a. II, voi. 277.