Rassegna storica del Risorgimento
PRATI GIOVANNI ; ROSMINI SERBATI ANTONIO ; MERCANTINI LUIGI
anno
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1935
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pagina
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53
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DAL MERCANTINI AL ROSMINI ATTRAVERSO IL PRATI ['
Splendon tutt'e tre di luce purissima, benché diversa, nella storia del nostro Risorgimento, ma tra essi il Rosmini precede e grandeggia. Se è vero che i fatti germinano dalle dottrine e che la varietà delle ideologie imperanti determina in profondità il vario evolversi e manifestarsi della vita nazionale dei popoli, così in sede di politica come in sede di letteratura e d'arte, dobbiamo pur dire che, direttamente o no, in un'età tutta fermenti e contagi spirituali, Giovanni Prati e Luigi Mercantini furon debitori di sensi patriottici anche al filosofo di Rovereto, il quale nel campo speculativo, non meno del Gioberti, vide, dimostrò e autorevolmente asserì la giustezza sacrosanta e la necessità impellente della indipendenza e della unità della gran Patria italiana. E nella prassi palpitante della multiforme sua vita apostolica attuò fedelmente ciò che la speculazione gli porse in tema di patriottismo.
Pochi avvertirono e pochi avvertono anche oggi l'apporto del Rosmini alla gesta del Risorgimento. Troppo alta la sua figura, e bisognerà che essa lontani ancora nel tempo perché la si possa afferrare nella interezza della sua straordinaria complessità, sì da riconoscere nel filosofo il patriota, nello scienziato l'artista, nell'uomo d'azione il cristianissimo filantropo e sia detto con buona pace di chi non vuol sentirlo nel sacerdote il santo.
1) All'ideale di Patria il Rosmini serbò fede incontaminata e indistruttibile negli scritti e nell'intera vita. Fin dal 1823 egli manifestò senza veli e senza paure di fronte all'Austria l'italianità profonda dei suoi sentimenti. Dicendo infatti nel settembre di quell'anno il Panegirico di Pio VII in una pubblica chiesa della sua Rovereto, concludeva con questa preghiera sinceramente italiana: Onnipotente, che prediligi Italia, che concedi a lei immortali figli, che dall'eterna Roma per li tuoi