Rassegna storica del Risorgimento

PRATI GIOVANNI ; ROSMINI SERBATI ANTONIO ; MERCANTINI LUIGI
anno <1935>   pagina <55>
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Dal Mercantini al Rosmini attraverso il Prati 55
gardaggine, tu non sapessi più né manco conoscere la vera cagione della discordia. Eccoti questa qual'è: il non aver tu un'opinione ben ferma, e l'averne molte deboli e discrepanti. Nella tua mollezza, ne' tuoi studi superficiali, in recitando, vecchia fanciulla, le lezioni apprese alle scuole altrui, tu non ti potesti formare giammai una filosofìa, una dottrina che fosse tua, e però né pure avesti una nazionale opinione: sorgi, tendi all'unità intellettiva, che, se tu vuoi, non ti può esser contesa, e diverrà allora fortissima la tua sciagurata bellezza . J)
Nessuna meraviglia dunque se Luigi Mercantini in una sua lettera diretta al Rosmini, e che credo tuttora inedita, 2* riconosca di avere anche da lui imparato ad amare la Patria.
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Una bell'anima il Mercantini! studiato nelle vicende della sua vita alquanto movimentata se ne rileva la nobiltà, la dignità perenne e indefettibile. Cospicua per mole, e cospicua sopratutto per italianità sentita e fattiva la sua produzione letteraria, ma spesso non altrettale nei riguardi dell'arte. Lo ascriverei al secondo romanticismo, a quello pratiano, non senza però riconoscergli sprazzi, battute, parentesi da primo romanticismo il sano e autentico romanticismo manzo­niano con, per di più, reliquie e reminiscenze di classicismo montiano. Egli aveva esordito da classicheggiante nel mondo delle lettere.8* Da buon marchigiano amava dirsi seguace
1) Cfr. A, ROSMINI, Introduzione alla Filosofia, Parte prima, Discorso sugli studi in Piccola Biblioteca Rosminiana diretta da Carlo Caviglione, Torino, Paravia, 1924, pag. 127. L'opera fu stampata la prima volta nel 1850-51.
2) La lettera è riportata più avanti e l'ho trascritta dall'originale che si con­serva nel prezioso Archivio Rosminiano di Stresa.
3) Uno scrupoloso classicista, che specialmente nelle Marche andava per la mag­giore, Giuseppe Ignazio Montanari (1801-1871), irriducibilmente accanito contro i poeti della scuola romantica, a cui affibbiò il nomignolo di cimici di Parnaso, presentando un madrigale del giovanissimo Mercantini su un giornale di Faenza scriveva di lui: Se il giovane poeta seguiterà ad avanzare con passo così sicuro negli studi della poesia, potrà un giorno arricchire 1* Italia di quei soavissimi versi che piacquero alle Muse gre­che e siciliane, e de' quali è penuria grande in Italia e, lasciatemi dire, vergognosa .