Rassegna storica del Risorgimento

LEICHT MICHELE
anno <1935>   pagina <57>
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Dal Mercantini al Rosmini attraverso il Prati 57
negli anni di seminario, va fatto risalire al periodo senigal-liese della sua vita. Uscito di seminario sui vent'anni, con nessuna vocazione allo stato ecclesiastico, ma con molta passione per la scuola e per la missione educativa,!) egli fu insegnante di materie letterarie prima ad Arcevia e poi a Senigallia, dove restò dal 1842 al 1849. Ci si trovò quindi nei giorni in cui l'entusiasmo dei patrioti esplose e intensa­mente si avvivarono le loro speranze per l'assunzione del senigalliese Papa liberale al trono pontificio. Troppo vagheg­giava il Mercantini l'ideale di un'Italia libera e una e troppo egli si sentiva un educatore per non avvertire fin da allora il bisogno di disirrigidire la sua musa e disimpigliarla dai frigidi paludamenti classici che la rendevano inaccessibile al popolo, volendo assegnata alla poesia una finalità decisa­mente e immediatamente didascalica e patriottica.2* Proprio in quel torno di tempo, alludendo alla poesia popolare, aveva scritto a Francesco Maria Torricelli,3* il quale pur gli aveva fatto intendere e sentir Dante: Di tal genere di poetare, mi sento forte invaghito, perché, se v'ha modo di porgere altrui insegnamento per via di diletto, questo si è uno dei più acconci a tal fine .4) E quanto più gli avvenimenti
!) Il Mercantini si può dir nato con l'istinto dell'educatore, e all'ideale educa­tivo egli, e in funzione di maestro e in funzione di poeta e in funzione di citta­dino, volle informata la sua vita. Alla sorella Teresa, che andava sposa, scriveva: Se avrai figliuoli, ricordati che, se non ispirerai per prima cosa nel cuor loro l'a­more della religione e della virtù, i tuoi figli saranno miserissimi; ogni loro affetto* ogni loro pensiero sarà falso e bugiardo: essi non ameranno mai la patria, perché chi vanta amore di patria, e disprezza la religione e virtù, è un menzognero, è uno spergiuro . (Cfr. O. PIERINI, Luigi Mercantini nelle lettere alla famiglia e agli amici dal 1834 al 1860 in Atti e memorie della R. Deputazione di Storia Patria per le Marche, serie IV, voi. V, fase. I, Fabriano, Stab. Tip. Gentile, 1927.
2) Dovette specialmente esser di allora la sua deplorazione per la torta edu­cazione della gioventù studiosa, fiaccata e invilita la mente in miseri insegnamenti senza trarre dalle lettere e dalle scienze un raggio di luce che le insegni quale sia il debito di un giovane che voglia esser degno del nome italiano .
3) Fu maestro del Mercantini nel seminario di Fossombrone. I suoi studi sul Poema sacro sono ancora fruttuosamente consultati e citati dai dantisti.
4) Cfr. O. PIERINI, op. cit.