Rassegna storica del Risorgimento

LEICHT MICHELE
anno <1935>   pagina <64>
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64 Pasquale Vannucci
torinese l) non poteva apparire indegno dell'approvazione di un Rosmini e di un Manzoni. E una tale approvazione il Mercantini desiderò. Ma né con l'uno né con l'altro dei due egli aveva relazioni dirette di amicizia. Le aveva invece il Prati, che lo esortò a spedire una copia del poe­metto al Rosmini e un'altra al Manzoni per il tramite del Rosmini stesso.2* Ecco quindi Luigi Mercantini rivolgersi al grande filosofo, mandandogli il poemetto con questa simpa­tica letterina accompagnatoria.3*
Chiarissimo e veneratissimo signore,
Non avrei ardito di mandare in dono alla S.a V.a questo esemplare del mio poemetto Tito Speri se il Prati, il quale mi onora della sua amicizia, non mi avesse confortato a farlo. Egli altresì mi disse: Mandatene a Rosmini una copia anche per Manzoni ed io l'ho fatto. A me ora non rimane altro se non se desiderare che la S.a V.a e il Manzoni accogliate con benevolenza paterna il lavoro di un giovane, che scrive solamente ciò che il cuore gli detta dentro, e che si è avvezzato ad amare la Patria anche nei libri dei nostri grandi scrittori.
Mi perdoni questo ardimento, e mi creda pieno di stima e di
venerazione.
Torino 24 die. 1853.
Suo Umiliss. D.mo Servitore
L. Mercantini.
La lettera è improntata a umiltà e insieme a rispetto grande per il filosofo; ma particolar rilievo merita in essa il
i) È tutto dire! perché il Paravia se non fece il viso dell'armi alla nuova scuola romantica, fu però e restò fondamentalmente un classicista tra ì più cor­retti, tra i più aggraziati, tra i più lindi. Antonio Rosmini lo stimò molto e l'ebbe carissimo.
Nel giugno del 1853 il Mercantini scriveva da Torino a P. Castiglioni: Mi consolo un poco scrivendo un lavoro che forse quando sarà compiuto e pubbli­cato farà palpitare il cuore di qualche giovane italiano; sono sei o sette canti alla memoria del nostro Tito Speri. Due canti ne ho già recitati nella scuola di P. A. Paravia, e l'accoglienza fatta a essi mi è conforto a seguitare.
(Cfir. O. PIERINI, op. ciu).
2) H poemetto fu edito nel novembre del 1853 dalla Tipografia del Progresso in Torino.
3) Vedi nota 2, pag. 55.