Rassegna storica del Risorgimento

LEICHT MICHELE
anno <1935>   pagina <65>
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Dal Mercantini al Rosmini attraverso il Prati 65
riconoscimento che il Mercantini vuol fare del proprio debito di patriottismo verso il Rosmini e verso il Manzoni. Più che trasparente ne è l'intenzione nell'ultima parte della letterina, che porta la data del 1853.
Cinque anni prima il Governo piemontese aveva affidato al Roveretano una missione diplomatica delle più gravi e delicate presso il Pontefice, ed egli si era recato a Roma. Non accettate poi da quel Governo talune sue proposte, aveva rinunziato al mandato, ma era rimasto accanto a Pio IX e l'aveva seguito a Gaeta, preoccupato sopratutto di salvaguardare i diritti di due suoi profondi amori: la Reli­gione e la Patria. Purtroppo, fu mal compreso e persegui­tato; e i suoi nemici erano i nemici d'Italia. Due sue opere furono improvvisamente poste all' Indice,1* svanì il cardinalato volutogli promettere; ed egli fu costretto ad abbandonare come un repulso la profuga Corte pontificia.2) Senza crucci e senza rimorsi nella sua rassegnazione di santo, Antonio Rosmini tornò allora alla solitudine operosa della sua villa di Stresa, a specchio del Lago Maggiore, dove nella stagione buona erano state e continuarono a essere frequentissime e non brevi le visite del Manzoni a lui.
A Stresa il Rosmini legge subito il poemetto del Mercantini e gli risponde, scrivendo però non direttamente a lui ma al Prati.
Per il Prati nutriva molto affetto il filosofo: trentini en­trambi, entrambi devoti alla causa italiana e, per di più,
1) Le due opere condannate furono La Costituzione secondo la giustizia sociale con una Appendice sull'Unità d'Italia e Delle cinque piaghe della S. Chiesa,
2) A persuaderai del suo contegno intemerato di sacerdote e di cittadino nella missione presso il Pontefice si legga il Commentario che egli ne scrisse con la più serena obiettività nel 1850 e che, non letto da lui ad alcuno finché visse, fu pubblicato postumo nel 1881 col titolo Della Missione a Roma di A. Rosmini-Serbati negli anni 1848-49. Nella prefazione appostavi dagli Editori si legge tra l'altro: Gl'Italiani, come crediamo, ci sapranno grado della pubblicazióne di questo prezioso manoscritto, che chiarirà 'vìe meglio alcune pagine importanti della loro storia, e li farà persuasi una volta di prik che si può accoppiare bellamente, anche negli nomini di Chiesa, caldo amore di patria e sincerissimo zelo di religione .