Rassegna storica del Risorgimento
BIBLIOTECHE ; VENEZIA
anno
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1935
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pagina
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77
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La Biblioteca della Fondazione Querini Stampalìa a Venezia 77
Molto copiose sono anche le scritture, le note, i documenti, manoscritti e a stampa, concernenti l'amministrazione interna di Venezia negli anni successivi al trattato di Campoformio e alla caduta della Repubblica. In una serie di 4 volumi (IV, 608-611) si trovano: 1) Istruzioni e memorie della Congregazione municipale, scritti di argomento generale, memorie spettanti ai pubblici lavori nei sestieri, notizie del tempo, foglietti, lettere (1797-1800) - 2) Memorie e atti vari sopra vettovaglie, posti amovibili o stazioni di vendita, beni rovinosi, acque, lagune, canali e loro escavazione, arsenale e argomenti affini (1798 1801) 3) Memorie e atti vari concernenti l'illuminazione della città e oggetti relativi (1798-1801) - 4) Note prospetti e documenti riguardanti le miniere d'Agordo (1798),J) la Zecca (1798-99), il Banco-giro e il debito pubblico (1800-1815), i banchi del ghetto e i monti di pietà (1806), ecc.
Altri documenti, dello stesso periodo, hanno collocazione separata e distinta: così 1' Idrografìa del Polesine di Rovigo, ossia descrizione di tutti i fiumi e canali , esposta dal tenente colonnello Alvise Mila-novich (1797), con ima carta topografica (III, 41) ; i Pareri e voti della Deputazione delle strade, acque, canali e pulizia interna della città di Venezia negli anni 1798-1801 (IV, 598-599) ; le Lettere d'ufficio e di confidenza scritte dal cancelliere Pietro Ortali a Girolamo Querini deputato al Dipartimento acque e strade degli anni 1798-1801 (IV, 600), i documenti riguardanti il commercio veneziano nell'anno 1801 (IX, 36), quelli sul Banco-giro degli anni 1800-1815 (IV, 611 ecc.). Non mancano neppure, sparsi in vari volumi miscellanei, poesie di argomento politico: così il primo canto della Basvilliana del Monti, con lezione variante (VI, 61), la pantomima II generale Colli in Roma, rappresentata in Milano (VI, 76, n. 10), un cantico profetico La pace di Luneville (VI, 82, n. 7), e poi numerosi sonetti e canzonette, scritte talora in dialetto veneziano, e tutte, più o meno, intonate a sentimenti di profonda avversione alla Francia rivoluzionaria e ai dominatori stranieri (VI, 149). 2>
Quasi tutti i manoscritti che rimangono di questo periodo (della preponderanza francese) riguardano più specialmente Bologna, il
1) Documenti vari sa queste miniere, per gli anni 1729-1788, si trovano anche in altro volume: IV-444.
2) Basterà citare i titoli di due di questi componimenti: a Sopra la Francia rubella e a All'esercito francese follemente superbo d'aver tradotto alla Sena (sic) il sommo pontefice Pio VI . Cfr. : V. MALAMANI, Ifrancesi a Venezia e la satira, Venezia, tipografia dell'Ancora, 1887.