Rassegna storica del Risorgimento

BIBLIOTECHE ; VENEZIA
anno <1935>   pagina <81>
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La Biblioteca della Fondazione Querini Stampalìa a Venezia 81
raccolte, per ordine alfabetico di autore, in una serie di 15 buste o volumi (VII, 53-67) e formano, tutte insieme, una delle corrispondenze più importanti e pregevoli del secolo XVIII, sia pel grande numero degli autografi, sia per gli argomenti trattati, sia per la natura dei personaggi. Ve ne sono di Federico II di Prussia, *) di Carlo Emanuele di Savoia, del conte di Firmian, di Voltaire, di Regnier, di principi e cardinali, di letterati ed eruditi, di scrittori ed artisti, ecc. A capo di ogni lettera progressiva (a, 6, e, ecc.) trovasi l'indice alfabetico degli autori; alla fine, nell'ultimo volume (n. 68), un indice generale che sembra compilato per cura di Andrea Querini, ordinatore di tutta la raccolta.
Formano un'altra serie copiosa le lettere scritte dallo stesso A. M. Querini ai parenti e ai familiari. In un volume (VII, 52) sono raccolte le lettere (circa 400), indirizzate al nipote Andrea, già rammentato, negli anni 1744-55; in altri quattro (VII, 37-40) quelle scritte in più lungo periodo di tempo, dal 1730 al 1753, al fratello Giovanni, procu­ratore di S. Marco. Nei quattro volumi seguenti (VII, 42-45) si trovano altre lettere familiari a Giovanni Querini, e nei cinque immediatamente successivi (VII, 4650) trovasi raccolto un copioso carteggio scambiato, sino all'ultimo decennio del secolo XVIII, tra i componenti la stessa famiglia patrizia veneziana. Tutte queste lettere queriniane, che sono naturalmente inedite,2) trattano quasi sempre di interessi privati, di congiunti e di amici, di cose religiose e mondane, riferiscono notizie di qualche interesse circa gli usi e i costumi di luoghi e paesi diversi e circa la società del tempo; ma poco, relativamente, contengono di politica.
Sotto questo rispetto maggiore importanza hanno le lettere, ugual­mente copiose, indirizzate ad Alvise Querini che, come si è accennato, nell'ultimo periodo della Repubblica di Venezia, prima del trattato di Campoformio e poi durante tutto il periodo del predominio francese, coprì uffici politici delicati e importanti. Particolarmente notevoli sono le lettere (circa 200) a lui indirizzate da Gaspare Lippomano, suo
i) Pei rapporti fra il cardinale Querini e Federico di Prussia, cr., ALESSANDRO D'ANCONA, Memorie e documenti di storia italiana dei secoli XVIII e XIX, Firenze, G-. C. Sansoni, 1914, pag. 49 seg.
2) Assai poche sono le lettere a stampa dello stesso cardinale A. M. Querini, le quali si limitano a trattare di un determinato argomento. Cfr.: ad esempio: A. M., QUEBIISI, Alcune lettere interessanti aopra Vimportantissimo affare del Brenta, s. 1.; s. t 1790, di pag. Vili in 4. Sul carteggio di A. M. Querini in generale cfr.: Epistolae A. M. Querini comnes collegit et digessit NICOLAUS GOLETTI, Venetiis, typis et sumptibus S. Coleri. 1756, pag. XVI in folio.