Rassegna storica del Risorgimento
BIBLIOTECHE ; VENEZIA
anno
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1935
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82
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82
Ersilio Michel
suocero, negli anni 1795-97 (VII, 78), da Pompeo Litta (VII, 87), dal barone de Lottinger (120), da Vienna, negli anni 1799-1800 (VII, 94), da vari corrispondenti parigini (170) negli anni 1798-1808 (VII, 96), da Francesco Martini negli anni 1807-1809, da Vincenzo Botti e da altri negli anni 1810-14 e anche in quelli successivi (complessivamente, queste ultime, 550 circa) (VII, 97-99).
Non scarso valore letterario, per la storia della cultura, hanno gli epistolari dell'abate Iacopo Morelli e di Pietro Bettio, che furono entrambi benemeriti bibliotecari della Marciana a Venezia.1) Sono raccolti in una serie di cinque volumi: tra quelle scritte dal Morelli (VII, 89-90), in parte autografe, in parte trascritte di mano del suo successore, ve ne sono di indirizzate a Gaetano Marini, a Francesco Cancellieri, a Carlo Rosmini, al barone Vernazza, a Francesco Affò, al marchese di Villa-rosa, al Vermiglioli, ecc. Tra quelle, invece, indirizzate al Morelli stesso e al Bettio, che sono disposte alfabeticamente, con un indice speciale per ogni lettera dell'alfabeto (VII, 9193), se ne trovano di Antonio Cesari, di Leopoldo Cicognara, di Pompeo Litta, di Tomaso Gar, di Giustina Michiel Renier, di Angelo Mai, di Melchiorre Missirini, di Giovanni Rosini, di Gio. Batta Zannoni, e anche di non pochi stranieri: Grimm, Metternich, Ranke, Thiersch, di Witt, ecc. Servono, per così dire, di complemento e di corredo al carteggio del Morelli varie memorie di ufficio (come bibliotecario) e private, lettere e note varie autografe, abbozzi di scritti di erudizione (VI, 96-97) e altre scritture, note, memorie e appunti vari concernenti la revisione e proibizione di libri, in generale e in particolare. Come è noto, per lunghi anni (almeno dal 1792 al 1817, cioè in tempi assai fortunosi, e difficili) l'abate Morelli, oltre l'ufficio di bibliotecario, disimpegno anche le mansioni delicate di revisore e di censore.2)
i) Sul Morelli, celebre bibliografo e filologo (1745-1819), che dopo aver dato per qaarant'anni l'opera sua attiva e diligente di custode e di direttore, contribuendo in tatti i modi ad accrescere ed illustrare i tesori della Biblioteca Marciana, la beneficò in morte legandole oltre 400 manoscritti cfr.: 6. SOBANZO, Bibliografia Veneziana* ecc., pag. 471. E sul Bettio: E. CICOGNA, Cenni biografici intorno mons, con, Pietro Bettio bibliotecario della Marciana, Venezia, Molinari, 1846.
Altre lettere dei due insigni letterati e scrittori si trovano nella biblioteca che fu da loro diretta e illustrata. Cfr.: E. MICHEL, La Biblioteca Marciana di Venezia, art. cit., pag. 806-807.
2) Tutte queste lettere e documenti dell'abate Morelli avrebbero trovato la loro sede più naturale nella Biblioteca Marciana. Sul come siano, invece, finite nella Biblioteca della Fondazione Querini, cfr.: L. PEBOSA, I codici manoscritti della Biblioteca Que-rini Stampalio, cit., pag. 18-19.