Rassegna storica del Risorgimento

LA HOZ GIUSEPPE
anno <1935>   pagina <87>
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Nota sul Generale la Haz
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nella sua tragica impresa. Purtroppo la documentazione su di lui scar­seggia in un modo da far quasi dubitare che sia stata volutamente di­strutta. Fino a ieri gii storici non avevano studiato questa figura che di scorcio, considerandola un episodio più di carattere locale che nazionale, ma senza mai approfondire di proposito la questione dei sentimenti patriottici accarezzati dal La Hoz. Lo Spadoni è stato il primo ad af­frontare il problema in tutta la sua complessità, e poiché non gli man­cano la preparazione, l'acutezza della critica, la serietà delle ricerche, così ha potuto darci sul La Hoz un giudizio sereno ed equilibrato da soddisfare le esigenze dello storico più severo e un ricco corredo di dati e di notizie, che correggono in parte quelle che già possedevamo sul­l'argomento.
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Tra i tanti punti oscuri di questa staordinaria e caratteristica esi­stenza, uno principalmente, per la sua grande importanza storica, aveva fermato l'attenzione dello Spadoni, e cioè quello delle trattative indipen­dentiste corse fra i patriotti in Ancona e il La Hoz alla vigilia della sortita che doveva costare la vita al generale. Gli elementi raccolti in un primo tempo dallo Spadoni non gli avevano permesso che d'impostare il problema e di presentarlo al lettore in tutto il suo palpitante interesse.
La conversione del La Hoz all'Austria, non poteva avere convinto tutti e doveva essere stata vista da alcuni come un atto insincero, det­tato da un momento d'irritabilità e di scontento (tanto frequenti in lui) verso il governo francese, onde c'era da credere che alla prima occa­sione il vecchio e non mai sopito sentimento repubblicano del La Hoz fosse per ridestarsi. Ma tra il dubbio e la certezza corre un abisso. L'ex cisalpino, è vero, non poteva riscuotere intera la fiducia dei nuovi padroni per i suoi precedenti e il suo non dimenticato tradimento , quando aveva abbandonato l'Austria per arruolarsi tra le truppe re­pubblicane. Ma è anche vero che il La Hoz, soldato rude, di una seve­rità a volte eccessiva ed ingiusta, non godeva presso la sua truppa e l'ufficialità austriaca, né un grande ascendente, né un'eccessiva stima, e che si doveva cercare quindi l'occasione propizia per creare attorno a lui un'atmosfera di sospetto, allo scopo di metterlo in cattiva luce presso le autorità superiori e disfarsi di lui. Di qui le accuse di tradi­mento che correvano sotto le mura di Ancona assediata e che troviamo raccolte dallo scrittore delle Memorie sul Celimi , da Monaldo Leo­pardi e da altri, come quella di ritenere nei suoi accampamenti individui