Rassegna storica del Risorgimento

LA HOZ GIUSEPPE
anno <1935>   pagina <91>
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Nota sul Generale la Hoz 91
non lascia credere che il La Hoz, al riceverla, potesse aderire all'invito, se non si vuol ammettere ch'essa sia stata scritta volutamente per dare l'ultimo colpo alla resistenza ormai vacillante del La Hoz. Il difensore della Repubblica partenopea aveva compreso la tragedia del nostro, eh era stata un po' la sua, e sperava, facendo appello ai suoi sentimenti patriottici, di convincerlo a desistere da un atteggiamento che gli avrebbe alienato la stima degli Italiani e non avrebbe fatto che ritardare, se non compromettere, la realizzazione della missione ch'egli aveva da svolgere in Italia, e che al contrario tanto avrebbe dovuto accarezzare l'animo del La Hoz.
Ma gP interrogativi qui si potrebbero moltiplicare. La lettera dello Championnet pervenne a destinazione? La data è del 23 settembre e la morte dell'ufficiale lombardo avvenne il 10 ottobre. È probabile e non è probabile, date le difficoltà dei transiti e le condizioni dell' Italia quasi tutta sollevata e occupata dagli austro-russi. Anche la testimo­nianza del Lattanzi, di avere cioè visitato il La Hoz, suo antico com­pagno nel Corpo legislativo della Cisalpina, alla vigilia della morte e di averne avuto mezzi e facilitazioni onde continuare sotto nome e spo­glie mentite il mio patriottico e faticoso viaggio , anche se vera, non depone gran che a favore della partecipazione più o meno profonda del La Hoz alle trattative indipendentiste.
Tutti gli elementi raccolti in proposito non ci permettono ancora di dare su questo punto una risposta positiva, concreta. Al contrario posse­diamo non pochi documenti e testimonianze che sembrano deporre sfavore­volmente nei riguardi del La Hoz. Ma non vogliamo azzardare su di ciò un giudizio che allo stato presente delle ricerche sarebbe ancora prematuro, in attesa del documento rivelatore (ma si troverà?) che lo Spadoni invoca.
Comunque, ad ogni modo, si risolva il problema, la figura del La Hoz non potrà apparire diversa da quella che ci appare ora nell'insieme.
Democratico convinto, patriotta dei più sinceri, egli aveva aderito con entusiasmo alle idee repubblicane. Quando però vide con Campo-formio e la costituzione Trouvé che il Direttorio francese non pensava minimamente all'indipendenza e all'unità d'Italia, come aveva lasciato sperare in un primo tempo, ma che anzi questa avrebbe contrastato il suo programma politico ; e che le contribuzioni e le imposizioni dei com­missari francesi non erano soltanto dovute alle necesità della guerra, ma corrispondevano ad un piano premeditato di sfruttamento e di conquista, allora il nostro generale, come molti altri sinceri patriotti, incominciò ad avversare i Francesi, a combatterli e a farsi strada nel suo cervello l'idea di poter conseguire l'indipendenza nazionale a