Rassegna storica del Risorgimento
REPUBBLICA ROMANA (1849) ; CHECCHETELLI GIUSEPPE
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Ferdinando Oerardi
In piazza Termini, ove oggi s'apre la Via Oernaia, il carro sostò e sul feretro l'illustre Mamiani, pronunziò il seguente discorso :
Ieri in G. Oecchetelli sì spense una vita preziosa, perchè ttttta e sempre rivolta al dovere di buon cittadino con abnegazione perpetua di sé medesimo. Quantunque fornito di buoni studi letterari e bene avviato alla carriera giuridica, nulla valse a distrarlo dall'amore suo intenso ed inestinguibile per la gran causa nazionale.
Ancor giovinetto assaggiò lo squallore del carcere per sospetti ed accuse che non potettero essere provate. Nel '48 si arruolò fra i volontari e s'affrettò ad avere parte alle fazioni guerresche di quella campagna non prospera, ma santa nondimeno e gloriosa. Divenuto membro principalissimo di quel Gomitato che per dieci anni e più conduceva segretamente l'opera dei liberali romani suoi conterranei, spiegò in tale Ufficio arte e prudenza ammirabile,. rischiando di continuo di essere incarcerato e condannato all'ergastolo od anco al patibolo.
Campato per sorte dalle mani della sbirraglia, rimgiossi in Piemonte, dove per lungo tempo proseguì l'opera di mantenere qui in Roma vivo e pertinace il proposito dei liberali di mai non placarsi col governo teocratico ed aiutare con ogni sforzo la redenzione e unificazione d'Italia.
Il Ohecchetelli, rimpatriato, fu dal Collegio di Tolentino fatto sedere in Parlamento, dove si aggregò alla parte dei moderati alla cui bandiera fa sempre fedele. Ma già lo travagliava quel morbo-che andò consumando con acuti sofi'erimenti la robusta sua complessione e lo toglieva a forza da ogni occupazione grave e prolungata o del Foro o delle lettere o della politica. In ultimo l'Associazione Costituzionale Romana, lo eleggeva a suo vice pre-Bidente ed io a nome di quella cospicua Associazione, vi faccio sentire la mia voce per esprimere il nostro compianto sulla spoglia dell'ottimo mio amico e già compagno d'esilio.
Signora per grazia di Dio, il dovere adempiuto con animo costante e disinteressato premia e corona se stesso. Ma gli uomini se no dimenticano, e la fortuna si sbizzarrisce a combattere chi maggiormente l'osserva e l'adempie.
1 Giuseppe Ohecchetelli visse e morì povero, e la sua inalterabile devozione alla patria nemmeno gli fruttava U premio più cai*