Rassegna storica del Risorgimento

1848 ; ESERCITO
anno <1935>   pagina <322>
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322 Stefano Canzio
anni della preponderanza francese in Italia, fecondi in avveni­menti tumultuosi e imprevisti, sovraccarichi di sorprese, di contrasti, di discussioni appassionate, reagirono come una febbre salutare sulle nostre masse popolari che accompagna­vano le numerose e grandi qualità naturali con una sequela non piccola di difetti politici.
L'occupazione repubblicana, mentre non riuscì a soffocare nemmeno momentaneamente il nazionalismo intellettuale ita­liano, favorì invece, e molto, lo svilupparsi del nazionalismo politico, distruggendo tutti gli ostacoli che ad esso si oppone­vano, migliorando i ceti inferiori con una catarsi benefica, permettendo la propaganda e, direi quasi, la semina delle idee di indipendenza, di unità e di libertà fra di essi.
Certamente tutto ciò non accadde per merito dei Francesi, ma anzi contro la volontà espressa o inespressa dei loro uomini rappresentativi. Senonchè l'equivoco in cui si dibattevano, e col quale, del resto, si spiega la facilità delle loro conquiste, era più forte di loro, poiché essi avevano promesso ai popoli l'emancipazione dell'umanità, e per emancipazione dell'uma­nità gli Italiani innanzi tutto intendevano emancipazione dell'Italia. ,. In ul
Le vaghe ideologie universalistiche di moda non avevano attenuato nei nostri uomini migliori la coscienza della propria nazionalità. Anzi ne avevano aiutato la fioritura e la diffusione infondendo nei circoli patriottici un ardore di propaganda e di proselitismo quale, da secoli, non si era visto che per que­stioni religiose. Ecco, a mio parere, il merito grande e nuovo del triennio cisalpino verso il Risorgimento Italiano. E per lo sforzo continuo e tenace compiuto in questo periodo per infran­gere l'ostilità dei ceti inferiori e divulgare tra di essi il verbo rivoluzionario, che si formerà in progresso di tempo quella diffusa atmosfera di favor popolare dalla quale i partiti patriot­tici dell'Ottocento trarranno grande aiuto nella lotta contro l'usurpatore straniero.