Rassegna storica del Risorgimento

1848 ; ESERCITO
anno <1935>   pagina <324>
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324 Stefano Canzio
Queste riunioni hanno imitatori e filiali in tutti i centri, anche nei più piccoli. Dovunque s'innalzi un albero della libertà, si solennizzi una data, si riceva un generale o un commissario della nazione conquistatrice, i caporioni sfoggiano in piazza la facile retorica demagogica, saturando i cervelli degli stupiti campagnoli di quei concetti rivoluzionari che, elaborati dalla ingenua mentalità degli ascoltanti, si volgarizzano poco a poco dopo essere stati una volta comuni solo a ristrettissimi circoli.
Investite completamente da questa crociata in favore delle idee nuove, e col cervello, direi quasi, intronato dal con­tinuo succedersi di motivi a fondo umanitario, progressista, antilegittimista, le classi umili della società italiana, per la conversione delle quali non si trascura nemmeno la compila­zione di almanacchi e di catechismi giacobini, modificano insensibilmente, quasi incoscientemente la propria concezione tradizionalista, e si abituano attraverso una lentissima ambien­tazione a una mentalità meno lontana dai principii che infor­mano le classi intellettualmente più progredite. Io credo anzi, che la reciproca reazione che i vari elementi della nostra società esercitarono l'uno sull'altro abbiano servito ad amal­gamarne in un tutto uniforme le aspirazioni e i sentimenti rifiutando, come aborrenti dalla nostra natura le esasperazioni democratiche, e contribuendo a creare l'imponente fenomeno del liberalismo che dominò con autorità, assoluta la scena politica dell' Ottocento, e decise della libertà della nostra peni­sola. A questa grande opera di aratura e di semina politiche delle zolle popolari italiane, contribuisce in modo notevolis­simo l'innumerevole stampa rivoluzionaria che discende ad un livello piuttosto basso dal punto di vista intellettuale ma intonato alla mentalità della folla. Quasi tutti gli effimeri gior­nali dell'epoca nascono col fine preciso di spargere nel popolo il nuovo spirito e la nuova morale, tanto che si propone da alcuni compilatori di invitare i parroci, i deputati all'estimo