Rassegna storica del Risorgimento

1848 ; ESERCITO
anno <1935>   pagina <342>
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Giovanni Natali
Retrocessi dal confine toscano i Cavalleggeri il 27 erano a Brisighella e a Marradi, il 28 a Faenza, dove, edotti della formazione del nuovo Ministero toscano GuerrazziMontanelli, lanciavano il seguente proclama.1*
I Cavalleggeri dell'Alto Reno a Quei che governano la Toscana Salute e Pace!
Dalla libera Faenza vi mandiamo il nostro saluto, quel saluto che a Voi si conviene!
Non ha molti giorni, disperando di poter combattere nei campi lombardi, pensammo accorrere a sostenere nella sanguinosa lotta i martiri della libertà siciliana, offerendo alla causa comune il lieve ma libero sacrificio delle nostre vite e del sangue nostro. Questo parve una gran colpa al Governo Toscano d'allora e la volle prevenire e punire, d'accordo in ciò coi tristi consiglieri del nostro che in tutti i modi hanno tentato di sciogliere il nostro corpo.
Ci siamo presentati al vostro confine, confidando che la lealtà toscana non ci avrebbe interdetto il passaggio fino a Livorno dove avevamo fermato di imbarcarci per la Sicilia. Muniti di regolari recapiti e pre­ceduti dai tre colori che abbiamo scelto a comune bandiera, chi avrebbe osato temere una men lieta accoglienza ? Voi ci avete invece respinto, ci avete provocati, ci avete insultati! Usciste contro di noi come se fossimo aggressori o briganti; un esercito di fanti e di cavalli ci cir­condò, come nemici, come prigionieri di guerra, fummo ricondotti e scortati al confine.
Così i Ministri e i soldati di Leopoldo II, così il governo gran ducale e arciducale trattava 40 volontari italiani. Apprendemmo da questo quanto v'abbia ancora d'austriaco nella sua corte. Ma se il nome italiano e l'operare italianamente era una colpa per il Ministero Samminiatelli, egli ha segnato con questo atto la sua condanna.
Noi ci appelliamo altamente ai nuovi ministri che la gran voce del popolo chiamò al potere, noi ci appelliamo all'Ayala, al Guerrazzi, al Montanelli già nostri compagni d'armi e di sventura! E dove l'atmo­sfera arciducale traviando quegli eroi della libertà li facesse sordi alla nostra onorata protesta, ci appelleremo allora al popolo che li investiva di un gran mandato e loro chiederà conto del modo onde l'avranno
1) La Dieta Italiana , n. 157 del 31 ottobre 1848.