Rassegna storica del Risorgimento

UNGHERIA ; LIVORNO ; CUSTOZA
anno <1935>   pagina <350>
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Giovanni Natali
dalla natura creato per una difesa e per contrastare palmo per palmo il passaggio al nemico. Eravi anticamente una fortezza, da questa parte siamo non sicuri, ma sicurissimi. Resta la strada del Po, ma su questa non vi è situazione da poter opporre difesa. I posti avanzati faranno la scarica e si ritireranno in paese, dove è fatto il piano per le barricate per la difesa, per l'avanzamento, per la ritirata, tutte precauzioni ne­cessarie per premunirci...
Ci siamo uniti a una Compagnia di Romagnoli, diretti dal capitano Budini; essi sono in 70, ma risoluti come leoni, li abbiamo messi iersera d'avanguardia e là staranno per qualche tempo, avendo formato un quartiere. La nostra dimora qui non so quanto possa durare.
A significare tutta la poesia di crael passaggio del Po, di quel primo ansioso ingresso in terra di Lombardia, può giovare anche la seguente lettera del maggiore Giovanni Orlandi dagli avamposti di SerravaUe al giornale bolognese L'Italiano .
Torre di SerravaUe, 8 aprile 1848.
Cacciatori Pontifici del Basso Reno.
H Battaglione Civico del Basso Reno, la di cui la compagnia è da me comandata, ieri passò il Po a Sermide alle ore 7 antimeridiane, e si diresse a Ostiglia, ove trovasi stanziato. Un posto armato di osserva­zione è al ponte Mulini dalla parte di Legnago, ed è guernito dai Roma­gnoli comandati da Budini. Lo spirito delle popolazioni è ottimo, e tutti ci danno' mano per raggiungere lo scopo santissimo della indipendenza nazionale. Il nostro Battaglione venne accolto con festa e con entusia­smo dai fratelli Veneti e Lombardi, fra i quali siamo passati ed ora ci troviamo. A Massa Mons. Arciprete ci arringò caldamente a favore della libertà italiana, ed in nome dell'immortale Pio IX ci compartì la bene­dizione. Era un bello spettacolo il vedere quelle schiere armate col ginocchio a terra ricevere la benedizione di un venerando prete ottuage­nario, caldissimo di santo amore di patria. Questo battaglione è formato dai contingenti di Cento, Pieve, San Giovanni in Persiceto, Sant'Agata e Crevalcore e si distingue per disciplina e ordine e nelle manovre comincia a farsi onore. La più grande contentezza di tutti quelli che ne fanno parte è lo spingersi avanti al soccorso dei poveri fratelli Lombardi
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i) L'Italiano, n. 37 dell' 11 aprile 1848.