Rassegna storica del Risorgimento
UNGHERIA ; LIVORNO ; CUSTOZA
anno
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1935
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pagina
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353
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Corpi franchi del Quarantotto 353
Mantova nei territori limitrofi, mentre cercava provvisioni per fornirne l'esercito di Verona, e per far fronte al pericolo di un blocco cne pareva imminente. A Bologna correvano voci vagbe e non liete sulla sorte dei corpi di Diana e Budini, che si dicevano abbandonati a sé e destinati alla resa per le continue minacele austriache, e si criticava il contegno del maggiore Lodovico Fontana comandante dei Modenesi, che dal 7 aprile occupavano la destra del Po da Borgoforte a San Benedetto, osservando che se fosse accorso ad Ostiglia coi suoi 600 volontari forniti d'armi e cannoni, avrebbe non solo salvato quei corpi da una condizione difficile, ma messi gli Austriaci nella impossibilità di nuocere. Del pericoloso abbandono e della difficoltà di sostenersi in Ostiglia il comando Civico di San Giovanni Persiceto faceva colpa sopratutto al colonnello Diana, che aveva voluto portare il battaglione in un posto così avanzato e staccato dal corpo regolare del generale Durando, che si veniva frattanto raccogliendo a Ferrara: i Persicetani non avevano mai inteso di formare un corpo franco, ma di far parte di un battaglione pontificio in servizio di Pio IX e dell' Italia da lui benedetta; il Diana li aveva trascinati e gettati allo sbaraglio.8*
A disperdere le voci sinistre divulgatesi a Ferrara e a Bologna giunse opportuno il seguente comunicato.4)
Ostiglia, 15 aprile 1848.
Battaglione Civico Pontificio del Basso Reno comandato dal Tenente Colonnello Vito Diana.
È corsa voce e dicesi anche stampato nei giornali che il Battaglione del Basso Reno abbia avuto uno scontro coi Tedeschi e sia stato tagliato
J) C. FABRIS, Gli avvenimenti militari del 1848-49, II, p. 278.
2) Il Felsineo , n. 62 del 15 aprile 1848.
3) REGIO ARCHIVIO DI STATO DI BOLOGNA, Protocollo Generale di Legazione* n. 3920 del 22 aprile 1848.
4) II Felsineo , n. 66 del 19 aprile 1848.