Rassegna storica del Risorgimento
UNGHERIA ; LIVORNO ; CUSTOZA
anno
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1935
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pagina
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354
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Giovanni Natali
a pezzi! È corsa voce che tenuta verace la fama e veritieri i giornali, abbiano alcuni generosamente pianto alla triste sorte del battaglione e che altri, sia maligni, sia invidiosi, abbiano detto: Bene sta, non doveva il battaglione avventurarsi ad Ostiglia! Ma si diano pace i generosi, cessino i maligni dai loro discorsi diretti forse o a mettere lo scoraggiamento nei benvolenti o a coprire la loro codardia, che il battaglione, benché passato dalla Stellata ad Ostiglia, benché primo ad avanzarsi verso il nemico, benché lasciato senza appoggio (tranne lettere del generale Durando e del colonnello Ferrari) è tuttavia vivo e sano, non ha sofferto perdita di sorta, ed ha il miglior morale del mondo. La posizione che egli prese sin dal giorno 6 e che occupa tuttora, come che non troppo facile per la vicinanza d'un nemico crudele, si è resa non troppo agevolmente accessibile con lavori ed opere di guerra; il nemico per ben due volte ha tentato di approssimarsi, ma spaventato è retroceduto; il nemico non ha osato di devastare i dintorni d'Ostiglia, come ha fatto altrove, mentre i nostri all'incontro hanno avuto l'ardire di portarsi a Nogara, a Sangui-netto, di arrestarvi i militi della polizia austriaca, che aiutavano gli scorridori tedeschi ad operare vessazioni ed estorsioni e di impadronirsi ancora di biroccie cariche di frumento, segale e paglia dirette ad approvvigionare Verona. Ma queste fazioni sono poca cosa a fronte di quelle che il Battaglione vorrebbe e saprebbe operare, se altri penetrati da generosi sentimenti invece di fermarsi a parole lo imitassero coi fatti e si disponesse ad efficacemente coadiuvarlo.
A. R.
La situazione militare intorno ad Ostiglia venne assumendo maggiore importanza e presentò qualche motivo di interesse tattico generale dopo il 20 aprile. Il corpo dei Modenesi, comandato dal valoroso e risoluto maggiore Fontana, dal 14 aprile posto sotto gli ordini del generale Durando e situato tra i Toscani e i Pontifici, smanioso di passare il Po, il 20 si annidò a Governolo con avamposti a Casale e la Motta, costituendo una sensibile minaccia per il presidio austriaco di Mantova, che lo stimò l'avanguardia di un corpo più numeroso e potente, che preparasse l'assedio della fortezza.
Il 23 e il 24 avvennero le fazioni che vanno sotto il nome di Governolo e che si possono così riassumere: il 22 un