Rassegna storica del Risorgimento
1847 ; MESSINA ; SICILIA
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1935
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Giovanni Natali
e di gravi contrasti scoppiati in Ostiglia fra militi del battaglione, la Guardia Civica e le autorità locali.
Ma tali dissensi scomparvero dopo che il Parroco di Osti-glia Don Luigi Martini ebbe parlato ai militi e alla popolazione nella circostanza dei solenni funerali tributati ad Omo-bono Bonesi milite mantovano ferito a Governolo e morto il 3 maggio tra la generale commozione. La partenza del Diana poi tolse ogni causa di dissapori e valse a cementare la disciplina del battaglione. Gli ufficiali concordi proclamarono comandante il tenente colonnello Rossi di Crevalcore, che tanto si era prodigato per i soldati e dava ogni affidamento di serietà e di esperienza. Egli infuse in tutti coraggio e fiducia, disperdendo sospetti e timori che il battaglione fosse stato del tutto abbandonato dal comando delle truppe pontificie e dovesse andare incontro ad una completa rovina, senza giovare alla buona causa per cui si era mosso; fors'anche la notizia della allocuzione papale del 29 aprile e delle dimissioni del ministero contribuì a paralizzare per un momento le forze e gli spiriti del battaglione, ma a tutto il Rossi, anima semplice e paterna di galantuomo e di patriota, seppe riparare e provvedere. Conservò ai suoi militi la dislocazione più opportuna per guardarsi dalle sorprese: a Ponte Mulino là compagnia 7a di Castelbolognese, la 3a e la 4a a Governolo, a Bergamino e Torretta la 5a e la 6a, ad Ostiglia la la, la 2a e il comando.
Il giorno 9 furono sguernite le posizioni di Bergantino e Torretta e il 14 fa sostituita la 6a compagnia alla 3a e 4a che furono ritirate da Governolo ad Ostiglia.1*
Persistendo la minaccia di scorrerie austriache sulle posizioni occupate ed essendo sempre precaria la sorte del battaglione anche per quanto riguardava il suo mantenimento, il 12 maggio il tenente colonnello Rossi partì per il campo del Durando ed
i) ARCHIVIO DEL MUSEO DEI RISORGIMENTO DI BOLOGNA, Posiz. Molinoli. Carte varie.