Rassegna storica del Risorgimento
1847 ; MESSINA ; SICILIA
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1935
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366
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Giovanni Natali
guardar di conservare questo punto importante e fortificato in oggi con ogni maniera di militari lavori. Ma fra non molto, è dolce il pensarlo, avremo ordini per partirsi di qui, andando ad occupare un posto onorevole sotto gli ordini immediati del Generale Durando. La gioia che brilla ai nostri volti appalesa abbastanza la consolazione che dietro siffatta notizia prova ramino di ciascuno di voi. Il Generale, o Crevalcoresi, pregia sopra ogni dire il nostro battaglione, perchè questo già sotto gli occhi suoi medesimi, ha dato prova della sua perizia nei militari esercizi e di esemplare docilità nella disciplina, egli è perciò che di qui innanzi il Generale ama che il battaglione Basso Reno operi al suo fianco, in unione alle truppe regolari dallo stesso comandate.
Se noi siamo lieti di tanto onore, potrete agevolmente immaginarlo Voi, o Crevalcoresi, che sapete che le anime generose senza peccare di vanagloria, hanno il diritto di rallegrarsi se per azioni magnanime pubblicamente riscuotono lodi non compre. Tacciano adunque i malvagi, poiché fanno opera vana, tentando di adombrare la fama di coloro dall'opinione universale sì favorevolmente giudicati. E Voi, o amici miei, non vi spaventate se qualche disastro attraversasse per breve momento la nostra gloria, no, non vi spaventate, perchè sono gli ultimi sforzi di coloro che implacabili nemici della umanità, cercano ogni via onde porre riparo alla loro certa rovina. Oh infami! cessate, voi combattete i voleri di Dio, e Iddio solo vale per tutti. Intanto, o Crevalcoresi, state certi che noi, quanti siamo ufficiali superiori, non abbandoneremo giammai i nostri fratelli d'armi, siccome alcuno ci aveva indegnamente accusati, ma dividendo seco loro le glorie, le fatiche, i pericoli, vinceremo o moriremo insieme.
0stiglia, li 23 maggio 1848.
Il Tenente Colonnello Comandante T. Rossi.
Il Segretario dott. Federico Rossi.
Le maggiori angustie del battaglione stavano per finire.
Il giorno 29 pervenne l'ordine del Durando che chiamava il battaglione a Vicenza e nella notte del 31 avveniva la partenza da Ostiglia fra dimostrazioni di simpatia, di gratitudine e di rammarico della popolazione.