Rassegna storica del Risorgimento

BOLOGNA
anno <1935>   pagina <380>
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Giovanni Natali
espressioni: Sua Eccellenza il Signor Tenente Maresciallo Welden ha BENIGNAMENTE ACCORDATO a questo Battaglione Civico Vesercizio di tutte le sue funzioni.,. Io mi affretto di render pubblica sì GENEROSA CON­CESSIONE... H prelodato Signor T. M. Welden è stato da me assicurato che tutti i Civici SENTIRANNO GRATITUDINE di quanto si è DEGNATO CONCEDERE... VISTO E APPROVATO WELDEN T. M.
Noi solennemente affermiamo che tali parole sono, un atto di viltà in faccia allo straniero, un'ingiuria alla sovranità di Pio IX ed un mar­chio di vituperio alla nostra Civica, ove non protestasse in contrario, e per parte nostra noi pubblicamente protestiamo al cospetto dei nostri concittadini e dichiariamo che ci terremo disonorati di mai più obbedire, sotto qualsiasi titolo, al Diana, resosi immeritevole di comando con un tale atto e colla sua fuga da Ostiglia innanzi al nemico.
Bologna, 8 settembre 1848.
Giuseppe Borselli Maggiore, Pacifico Cristiani Quartierma­stro, Giuseppe Borgatti Capitano, G. Ficatelli Capitano, Innocenzo Pioppi Tenente, Antonio Giordani Tenente, Angelo Borgatti Tenente, Francesco Lenzi Tenente, Giu­seppe Rusconi Tenente, G. Gatti S. T. Portabandiera, Gaetano Cossarini Sottotenente, Giovanni Giordani Sot­totenente, Carlo Marzoli Serg. Maggiore, Antonio Bra-gaglia Serg. Maggiore, Pier Alessandro Gigli Sergente Foriere, Antonio Contri Serg. Foriere, Francesco Soffritti Sergente, Carlo Gilli Sergente, Leone Bagni Sergente, Francesco Cevi Sergente, Giuseppe Galuppi Sergente* Cesare Cavalieri Caporale.
In seguito a questa protesta gli ufficiali e sottufficiali tutti della Guardia Civica Centese non mobilizzata, con altra pro­testa a stampa del 12 settembre, dichiararono di non aderire in verun modo all'antitaliano ordine del giorno del loro Colon­nello dei 6 agosto passato.
H Diana cercò di difendersi; l'il settembre diede fuori un avviso a stampa Osservazioni contro la protesta dell'8 set­tembre e pregava i suoi concittadini a deporre qualunque spirito di parte, assicurandoli che avrebbe rese pubbliche le giuste cause che appoggiavano il suo operato e l'utile scopo