Rassegna storica del Risorgimento

ARCHIVIO SEGRETO VATICANO ; MENCACCI PAOLO
anno <1935>   pagina <390>
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390 Giovanni Nàtali
disordini e conflitti. Si trattava di volontari appartenenti a ben otto- comuni: 190 di Lugo, quasi tutti lughesi, alcuni faentini e un padovano, comandati dal" maggiore conte Gio­vanni Samaritani, 45 di Massalombarda col capitano conte Leonardo Avogli-Trotti, 62 di Cotignola guidati dal capitano dottor Giovanni Bennoli, 32 di Conselice col capitano Mario Magni, 45 di Fusignano col tenente dottor Pietro Santoni e il tenente di rimpiazzo Luigi Santoni, 44 di Alfonsine sotto il capitano Camillo Corelli, 68 di Bagnacavallo col capitano Francesco Longanesi, alcuni altri da Sant'Agata sul San-terno. Il Pescantini si adoperò ad! ottenere fra elementi dispa­rati una certa coesione, offrì loro la bandiera e procurò loro un comandante, che fu il colonnello Costante Ferrari di Imola, Dell'opera sua resta ricordo in una lettera ad un amico in data 3 aprile, pubblicata nel giornale bolognese L'Italiano . 2* Essa dice:
Or ora è partito di qui il Battaglione che si chiama del Senio. L' Emmentissimo Ciacchi, avendomi incaricato provvisoriamente di comandare ed organizzare le Guardie Civiche e Volontarie che giunge­vano alla spicciolata dalla Romagna, ho potuto riunire in un sol batta­glione i contingenti di otto di questi comuni. Il Colonnello Ferrari, da me sollecitato e da altri suoi amici, ha poi preso definitivamente il co­mando di questa bella gioventù, che così riunita, rappresenta già il simbolo della futura confederazione italiana. In memoria dei giorni che ho passato e passerò con questi istruiti e disciplinati militi cittadini, ho pensato offrir loro la bandiera che riunisce in un sul corpo tutti questi nostri amici della Romagna ferrarese.
La Bandiera è papale, con cravatta tricolore; è papale, perchè Pio IX solo poteva procurarci la tricolore, perchè è papale Pio IX e nessun altro; la religione, io voglio dire, divenuta Fanello fra libertà e indipendenza, essa sola rappresentata da un tanto Pontefice, poteva operare i portenti di cui siamo testimoni. Il regno della forza brutale è
1) E. Ovini, Roma e i Romani nelle campagne del 1848-49. Roma, 1903; cap. V, pp. 65 e seguenti.
2) L'Italiano, n. 35 del 4 aprile 1848.