Rassegna storica del Risorgimento

ARCHIVIO SEGRETO VATICANO ; MENCACCI PAOLO
anno <1935>   pagina <391>
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Corpi franchi del Quarantotto 391
finito, e finito per sempre. Sulla nostra bandiera abbiamo scritto quelle sante parole del nuovo Alessandro, il quale come l'antico benedice la Lega, non più Lombarda, ma Italiana: Benedite, gran Dio, l'Italia! Il Battaglione, dopo aver defilato sotto le finestre del Cardinale Ciocchi, si è schierato davanti al balcone dell'E.mo Cadolini, che ha benedetto bandiera e battaglione.
Questa cerimonia ha avuto del solenne, l'affluenza del popolo era immensa. Il Colonnello Costabili, che ci è stato più che superiore, padre ed amico in questi giorni affaticatissimi, volle coronare questa festa di famiglia, ordinando alla banda di venirci a salutare. L'ordine del giorno del Colonnello Ferrari, che prende il comando della linea, è franco e risoluto. Ma si potrà trattener lungo tempo sopra questa benedetta linea del Po l'entusiasmo e l'impaziente carità di una gioventù ardente e generosa? .
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A Pontelagoscuro. Al colonnello Costante Ferrari, ex uffi­ciale napoleonico, comandante della Civica Imolese nel 1831 e del Comitato provvisorio di governo, fd dal Durando, non solo riconosciuto il comando del battaglione del Senio, ma af­fidato anche il comando di tutta la linea del Po e dei quattro battaglioni da stanziarvi col 1 aprile, e precisamente il Senio a Pontelagoscuro, i Cacciatori deWAltò Reno a Francolino, il Basso Reno a Stellata, YIdice a Zocca. Da Pontelagoscuro il Ferrari emanò il 3 aprile il seguente proclama. l'
Soldati detti Quattro Battaglioni sulla linea del Po!
Il Supremo Comando Militare, malgrado la insufficienza mia, mi ha nominato vostro Duce, nella grande gloriosa impresa di seguire, distrug­gere, scacciare per sempre dalla nostra bella Italia i barbari stranieri. L'ora tanto desiata in cui far prova del valore vostro, la Dio mercè, è ormai giunta, o prodi militi. Non più indugi, dunque, le vostre falangi valicheranno il Po. Pio IX, il Grande, l'Invincibile, l'Immortale Pontefice Redentore d'Italia e la cui sola parola fu così prodigiosa da far crollare i più vetusti e possenti troni, ha benedetto 1 e nostre armi, le nostre bandiere.
i) L'Italiano , n. 35 del 4 aprile 1848.