Rassegna storica del Risorgimento

PIO LUIGI ; GIACOBINI
anno <1935>   pagina <396>
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Giovanni Natali
profonda afflizione gli presentò la vivace protesta dei suoi subordinati.a)
Il documento riportato da Della Mannora nelle sue me­morie è la rivelazione di un dramma, di cui il principale responsabile, al quale larvatamente si accenna, è Federico Pescantini, primo suscitatore e organizzatore del battaglione, che forzò la volontà dei Civici trascinandoli oltre Po; e anche responsabili il Ferrari e il Samaritani volonterosi di assecon­dare i progetti del Della Marmora e di portar aiuto alla Re pubblica di Venezia, Lo spirito del battaglione era depresso e non si poteva far conto della sua capacità combattiva. Il gene­rale Della Marmora lo lasciò in seconda linea a Carità nei pressi di Treviso, ridotto com'era a non più di 300 uomini,, giacche oltre 150 al comando del Samaritani, obbedendo agli ordini del Della Marmora, insieme con un centinaio di volon­tari napoletani si fermarono a Nervesa, dove il 27 aprile la stesso generale li visitò.2)
Il contegno del battaglione del Senio, che con grave disap­punto del Della Marmora si era rifiutato di andare sul Piave, fu in aperto contrasto con la condotta risoluta dell'ubo Reno che occupò volonteroso i punti più aspri e importanti del basso Piave, e non reca meraviglia se il corrispondente di detto batta­glione, assai probabilmente il capitano Rinaldo Andreini chi­rurgo maggiore, in una sua lettera al giornale bolognese Il Felsineo scriveva: H Della Marmora non era troppo con­tento del battaglione Ferrari, e perciò lo ha messo di riserva .3)* La notizia era essenzialmente vera, ma riusciva incresciosa al comandante Ferrari e ai suoi ufficiali e menomava l'onore del battaglione. E il marchese Sebastiano Tanari saputa la
*) È riportata nel Diario del Generale A. Della Marmora pubblicato da MARIO-DEGÙ ALBERTI, Alcuni episodi della guerra nel Veneto, 1915, pp. 34-39.
2) MARIO DEGLI ALBERTI, op. cfc, p. 46.
3) II Felsineo, n. 80 del 6 maggio 1848.