Rassegna storica del Risorgimento
PIO LUIGI ; GIACOBINI
anno
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1935
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pagina
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408
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408
Giovanni Natali
Piazza, onde dedicarle al servizio civico. Io fui meravigliato come, dopo incessanti pioggie, sostenessero una rivista ove fecero mostra di armi sì ben tenute, come appena avrebbero fatto gli antichi soldati a cui ho lungamente comandato. Mi confido che altrettanto avranno fatto i Militi degli altri paesi della Romagnola, e ne attendo la conferma dai Capi della loro Comunità, per farne onorevole menzione al Governo. Rimanete tranquilli, o bravi Giovani, alle vostre case, nell'esercizio delle vostre arti, dei vostri mestieri e nelle abituali occupazioni. Ne' tempi felici di Roma quei valorosi Cittadini-Soldati alternavano gli esercizi civili ai militari. Così voi statevi pronti ad ogni chiamata della Patria e siate nel tempo stesso buoni cittadini e bravi soldati.
Io vi ho lasciato con dolore, ma con desiderio di ritornare in mezzo a Voi, se la mia età il consente e se la mia presenza può essere di pubblica utilità. Per quattro giorni ancora dimorerò in Massalombarda ove darò compimento a quanto occorresse e riceverò qualunque indirizzo o reclamo sia per giungermi,, desiderando che nulla resti imperfetto della mia missione.
Sono soddisfatto delle mie premure e delle mie fatiche sostenute nel reggere il Battaglione, dalla vostra buona condotta, disciplina, subordinazione, dall'onoranze che ne hanno tributate le Autorità dei luoghi ove fummo stanziati; e novella soddisfazione ne attendo; quella di vedervi sempre distinti nella pratica di ogni virtù cittadina.
Lugo, 3 ottobre 1848.
Il Colonnello già Comandante il Battaglione Pio IX Cav. Costante Ferrari.
Sulla fine del'48 e ai primi del'49 ci fu un altro tentativo nella Romagnola per ricomporre il battaglione sotto gli ordini del Ferrari; ma l'esito fu negativo. Il nuovo clima politico non era propizio per la ricostituzione di un corpo vissuto col nome di Pio IX e coi principi che auel nome impersonava, che anzi si rinnovarono voci ostili e calunniose contro il colonnello Ferrari, accusato di avere in Bologna nel settembre messo il battaglione a disposizione del cardinale Amat, contro il popolo in armi e per la reazione.