Rassegna storica del Risorgimento

PIO LUIGI ; GIACOBINI
anno <1935>   pagina <410>
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Giovanni Natali
io che da lungo tempo gli sono intrinseco, non l'ho mai veduto inchine­vole a riguardi di privato interesse. La sua vita incontaminata, le dure prove costantemente sostenute, l'emigrazione, le altre vessazioni sof­ferte, la sua perseveranza non pertanto in tutto ciò che al pubblico bene è rivolto, le fatiche militari durate ultimamente nei campi lom­bardi, avrebbero dovuto tenerlo illeso da ogni sospetto. (Nota).
Pure ciò non è avvenuto, laonde è dovere di ogni buon cittadino ed uomo d'onore, alzar la voce in sua difesa. A questo intendimento ho io recato innanzi le su espresse riflessioni, alle quali soccorre mira­bilmente una lettera che nell'ottobre passato mi veniva indirizzata dall'ottimo cittadino, dall'italiano per eccellenza l'Aw. Giuseppe Gal­letti, la quale, versando interamente su questo argomento, rendo di pubblica ragione.
Alla testimonianza di questo, all'alto concetto che si ha di Lui, alla condotta già cognita del Cav. Ferrari tutti i buoni resteranno con­vinti essere stato pure, anzi commendevoli le intenzioni del Colonnello, quando offerse il suo Battaglione per far cessare i delitti e risorgere la pubblica tranquillità, e quindi, anziché biasimo, essergli dovuta lode ed encomio.
Da Massa Lombarda il 20 gennaio 1849.
Pregiatissimo Amico,
Ho ricevuto oggi sul ritornare a Bologna la vostra del 5 corrente e le stampe relative allo scioglimento del Battaglione Pio IX, comandato dal nostro bravo Colonnello Ferrari, il quale anche al cessare di questa breve sì, ma gloriosa fazione militare, ha confermata quella pura opi­nione che si procacciò con la sua vita. Egli militò e comandò da uomo d'onore, da vero italiano, da bravo soldato e da cittadino amico dell'or­dine e sdegnoso d'ogni esorbitanza e d'ogni cupida ambizione. Oh! l'avessero tutti imitato. Se per un lato mi duole il vedere che i vecchi soldati si allontanino dal comando, dall'altra parte io veggo, che questo essendo il suo desiderio, dacché cessò la guerra, egli non avrebbe potuto proseguire nel servizio senza soffrirne ; e mi conforta pensando che ad un nuovo bisogno egli sarà fra i primi ad offerire il suo braccio alla patria comune. Io già conosceva il suo desiderio di togliersi dal comando in tempo d'ozio e di pace, poiché me ne scrisse in Roma, senza che io potessi allora aderire alla sua dimanda. Anche egli ebbe le sue dispia-cenze, e seppi arrivando in Bologna, che dopo i disordini che per qpera di pochi tristissimi insanguinarono la mia generosa Città, avendo offerto