Rassegna storica del Risorgimento

1790-1794 ; CORSICA ; SARDEGNA (REGNO DI)
anno <1935>   pagina <416>
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Michele Pinna
Artiglieria, di munizioni, di truppe sufficienti e di quant'altro bisogna per sostenere un assedio, vedendo che il Governo mostravasi indolente e trascurava i mezzi di di­fesa, o perchè diffidasse delle proprie risorse o perchè ancora racchiudesse nel suo seno dei traditori, il popolo di Cagliari, che temeva con fondamento di essere abbandonato, raccolse tutte le sue forze, ecc. .
Le stesse dicerìe circolanti nel popolo furono raccolte, ma non ritenute vere, in una relazione manoscritta d'ignoto autore, compilata anteriormente al 1801 e quasi certamente inedita, intitolata: Let­tera d'uno che fa ragguaglio a suo Amico dell'esito che ebbe la Flotta Francese in Sardegna nell'anno 1793 .x) Ivi si legge :
.*. ... Pertanto si raddoppiarono gli sforzi per mettersi in stato di difesa, ed il
Generale dell*Armi Gav. de la Rochete 2) si distinse con onore e zelo instancabile e si guadagnò la stima ed affetto di tutto il popolo, a cui però non parve agire col do­vuto vigore il Vice Re, anzi sparsesi la voce che esso ed altri del Governo tendessero a tradirci e che avean fatto incassare il danaro della Regia Tesoreria con disegno di ritirarsi all'arrivo dei Francesi, portando seco il buono ed il meglio, unitamente alle truppe, lasciando la Città alla discrezione o appedazione del Nemico. Questa voce, sparsa senza dubbio dai Partitanti, mise il colmo alla diffidenza e dissenzione tra Nazionali e Piemontesi è" quasi fu fatale ad entrambi, poiché temevasi una rivolta del popolo con pessime conseguenze .
Nelle alte sfere di Torino non si mostravano troppo increduli su De voci che correvano sul conto del Balbiano; ciò fa supporre che le informazioni non fossero tutte indegne di qualche credito. Lo si accusava persino di aver messo in salvo fuori dell'isola i suoi averi. Egli ne fu edotto, el'll gennaio così scriveva al Presidente dei ministri:
Mi sorprende non poco la deferenza che l'E. V. ed il Marchese di Cravanzana 3) hanno avuto alle imposture, senza valutare il carattere della Nazione. Né io, né al­cuna delle persone impiegate, che io sappia, ha pensato mai a salvare robe o danari e molto meno a spedirle in terraferma. Tutti siamo risoluti a difendere fino all'ultimo sangue l'onore delle armi... .
Di fronte alla gravità ed incertezza delle accuse, gli storici si sono mostrati molto guardinghi nel formulare un giudizio definitivo sul conto del Viceré. H Marini, che riesaminò tutto il materiale storico archivistico, così ce lo descrive: Ruvido di modi, di parola asciutta ed imperiosa, sebben giusto, retto, onesto ed anche buon amministra-tore, non sapeva farsi amare . Ciò è in contrasto col parere di altri
i) Biblioteca comunale di Cagliari, Manoscritti provenienti dall'eredità Mar­tini, n. 12.
2) Il suo cognome era de la Flechère.
3) Il Marchese di Cravanzana era Primo Segretario di Guerra di S. M.