Rassegna storica del Risorgimento
1790-1794 ; CORSICA ; SARDEGNA (REGNO DI)
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1935
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418
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418
Michele Pinna
Nella 5a pagina, dopo il proemio, è contenuta incidentalmente questa breve, ma interessante notizia:
Incominciata la rivoluzione in Francia e tentatasi l'invasione della Sardegna, fu egli il primo (il Sistemes parla di se in terza persona) che eccitò il ViceRe Ballo Balbiano che ad ogni modo prescindesse dalla risoluzione già presa nel suo privato Consiglio, composto del Generale delle Armi il Cav. de la Flechère, del Maggiore della Piazza Cav. Lunel, del Reggente la Cancelleria Cav. Soutier, del Capitano del Genio Militare Cav. Franco, dell' Intendente Generale Don Giambattista Magnaudi e del Segretario di Stato Don Vincenzo Valsecela, di consegnare quest'Isola ai Francesi, tostochè comparisse in rada la Flotta, attesoché il desiderio comune era di provvedere ai mezzi di difesa .
E da notare che di questa specie di Consiglio di guerra e delle sue decisioni il Viceré Balbiano diede relazione al Presidente dei ministri il 19 novembre 1792 ; x) ma il suo rapporto non corrisponde all'attestazione del Sistemes. Egli infatti così scriveva:
Se per mezzo del Marchese di Cravanzana potrà osservare lo stato di deperimento di questa, come delle altre piazze del Regno, colla lunga pace abbandonate a segno di ritrovarsi persino sprovviste di fucili indispensabili e con una immaginaria soldatesca sommamente mancante di ufficialità e soldati, con un Reggimento straniero di non ancora compita nuova levata... con tutto ciò però, unitamente a questi attivi Signori Generale dell'Armi de la Flechère, Cav. Lunclli Maggiore di questa piazza, Cav. Franco Ingegnere, Azimonti Capitano d'Artiglieria, Cavalieri Pamparà e Schmidt, non meno che del zelo fin qui dimostrato da questi regnicoli, si farà il possibile per rinvenire la più vigorosa difesa che potrà farsi da un così picciol numero di individui .
Prosegue poi il Sistemes:
Nulla potè ottenersi dal Vice-Re; ed allora fu che, a termini delle Sovrane disposizioni espresse nei Capitoli di Corte, che ordinano al Vice-Re che, trattandosi di nemica invasione, si uniformi al voto degli Stamenti, ai quali più di ogni altro preme la difesa del Regno, ed a questi di unirsi in quel solo caso, anche senza permesso, chiesto questo e non ottenuto; le tre Prime Voci, l'Ecclesiastica, cioè, che è l'Arcivescovo di Cagliari, la Militare, che era il Marchese di Laconi, e la Reale, che era il Capo Giurato di questo Magistrato Civico, radunarono i tre Stamenti; e l'Ecclesiastico, presiedalo da Monsignor Melano e rappresentato per legge dal Capitolo di Cagliari, dopo aver votato la ultronea oblazione gratuita di dodicimila scudi per darsi principio prontamente al provvedimento dei mezzi di difesa, come si eseguì, spedi l'ambasciata al ViceRe per mezzo di detto Arcivescovo, accompagnato dal più anziano Canonico, il fu Don Pasquale Manca, e dal Rassegnante (ossia il Sistemes stesso). Trovarono fermo il ViceRe nella sua risoluzione; eppure tanto fecero e tanto pregarono, che alla fine disse loro: Ebbene, vogliono i Cagliaritani sacrificare se stessi e la Città ? Sono padroni ! .
MARINI, Alleg. 8.