Rassegna storica del Risorgimento

1790-1794 ; CORSICA ; SARDEGNA (REGNO DI)
anno <1935>   pagina <420>
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Michele Pinna
Gli indizi, non ostante il riguardoso contegno degli Stamenti e la forma prudente nella redazione dei suoi verbali, spuntano qua e là numerosi. Basterà rilevarne alcuni, come si presentano secondo il loro ordine cronologico.
Il 10 aprile, convocato dal Viceré ad istanza degli Stamenti, si tenne un consiglio di guerra, nel quale si suggerirono i provvedimenti immediati, compendiati in 14 articoli, da adottarsi per la difesa del­l'isola in ca6o di un nuovo assalto nemico. *)
In base a tali decisioni e stante il bisogno di un maggior numero di cannoni per la difesa del Regno, in seguito all'aumento di fortifi­cazioni in parte già eseguite ed in parte progettate, si propose a S. E. d'inviare un legno a Napoli od a Livorno per farne acquisto, dispo­nendo si all'uopo del Pinco della Reale Amministrazione delle Torri. H Viceré non respinse apertamente la proposta, ma sollevò non poche difficoltà alla sua esecuzione, dapprima per riguardo all'anticipazione dei fondi da parte dell'Azienda dei ponti e delle strade, sebbene tali fondi fossero costituiti da contribuzioni volontarie deliberate dai tre Stamenti; poi facendo credere che la proposta, partita dal Braccio militare, non fosse confortata dall'assenso dell'ecclesiastico e del reale; superati questi ostacoli eccepì il pretesto delle garanzie formali, pre­tendendo persino che si rendessero personalmente responsabili per le spese i singoli membri degli stessi Stamenti. Nel frattempo, il cav. dòn Girolamo Pitzolo informò lo Stamento militare di aver commesso privatamente a Livorno sei cannoni di calibro non minore di 32, con­fidando che lo stesso Stamento avrebbe rimborsato le spese; e lo Sta­mento approvò l'operazione.2)
Alla fine d'aprile, e precisamente nell'adunanza del giorno 29, si trattò ancora della spedizione del Pinco a Napoli od a Livorno e si fece inserire a verbale quanto segue:
:Lo Stamento, avendo riflettuto che non poteva su ciò risolvere senza aver risposta alle ultime rappresentanze rassegnate a S. E. anche per detto oggetto del Pinco; ed avendo inoltre al tempo stesso presente quanto era opportuno ed urgente per la sicurezza e difesa del Regno di avere da S. E. le adeguate provvidenze, pose in deliberazione se si avesse a fare all'È. S. per non moltiplicare altre suppliche un'ambasciata, per mezzo di due membri dello Stamento, per rammentarle la
i) Libreria Sanjust, mss., voi. 3, n. 28 e seguenti.
2) Verbale 20 aprile. La richiesta del cav, Pitzolo giunse tardivamente al suo incaricato di Livorno Baretti. Questi scrisse infatti il 6 maggio (mss. voi. 3, n. 54) che tutti i cannoni grossi erano stati già venduti e spediti a Roma od in Francia.