Rassegna storica del Risorgimento
1790-1794 ; CORSICA ; SARDEGNA (REGNO DI)
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1935
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pagina
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423
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Chi salvò la Sardegna nel 1793? 423
Il tenore di quella lettera rivela chiaramente il proposito del Bal-biano di tenere a bada lo Stamento con una serie di promesse e di assicurazioni che non trovavano riscontro nei fatti. Egli intanto dichiarava di non aver dato corso, di propria iniziativa, ai deliberati del Consiglio di guerra del 2 aprile, nella certezza di non essere sorpreso dai nemici, mentre, alcune linee più in là, non escludeva l'eventualità di una nuova invasione dei nemici. Respingeva la proposta di rinforzare l'artiglieria, attendendo i cannoni di cui S. M, si è degnata dare gli ordini per la spedizione, senza essere sicuro che fossero stati spediti o dovessero realmente spedirsi e di fatto quei cannoni non giunsero mai. E finalmente non esitava ad accertare che in qualunque evento non avremo a mancare degli oggetti che sono necessari alla difesa: e si vedrà in seguito se tutto questo fosse in pronto il 21 maggio, quando comparve nei mari del Sulcis una numerosa flotta, che non si sapeva se fosse amica o nemica.
Trascorsa invano un'altra settimana, *) si propose dallo Stamento di
doversi finalmente estendere una rappresentanza chiara ed energica a S. E. affinchè, ove da se sola non stimasse provvedere secondo le richieste, radunasse nuovamente il Consiglio di Guerra prescritto dalle leggi, dal quale pareva che dubbi ed imperiti consiglieri cercassero distogliere l'È. S., mentre il riflesso della pubblica salvezza e del sostegno della Corona esigeva di superare ogni altro prudenziale riguardo, in sì critiche circostanze di temersi prossima una nuova invasione .
Il tono di quella rappresentanza,2) datata il 9 maggio e sottoscritta dal marchese di Laconi come Prima voce dello Stamento militare, era alquanto acre e rivela la tensione di rapporti tra i principali esponenti del Governo e della Nazione. Come saggio, ne trascrivo alcuni brani.
e La risposta datasi da V. E. con lettera 2 corrente sembrerebbe confermare non avere l'È. V. in questo Stamento quella confidenza che si è meritato coi servizi resi al Sovrano ed alla Patria, massimamente nelle ultime circostanze. ... Vennero, com'è notorio, ed il Sovrano e la Patria difesi non già dalle poche truppe di ordinanza qui esistenti di guarnigione, ad eccezione dei pochi dragoni, ma dalle milizie nazionali; e ciò non per difetto di volontà e di zelo in dette truppe, le quali anzi spesse volte chiesero andare anch'esse ai rispettivi campi, ma perchè gliene fu loro dall'E. V. negato li permésso, avendole volute ritenére dentro Città, quando l'nso costante di tutti i paesi e gli stessi usi e leggi del Regno insegnano che in casi simili, lasciando la Città in custodia degli stessi cittadini, si mandano sempre al campo le truppe regolari, ed anzi le prime, affine di potere, come le più disciplinate ed agguerrite, procedere coll'esempio e servire di stimolo alle milizie nazionali ... Lo Stamento s
1) Verbale 6 màggio.
2) Librerìa Sanjust, mss. voi. 3, n. 47.