Rassegna storica del Risorgimento

1790-1794 ; CORSICA ; SARDEGNA (REGNO DI)
anno <1935>   pagina <426>
immagine non disponibile

426
Michele Pinna
munite di numerosa Artiglieria con una guarnigione di 6 a 7 cento uomini, oltre a due Fregate che incrociavano in quei mari, golfi e canali, che impedivano ai Nostri il tentare qualche sbarco. Perciò il Nostro Sovrano pregò le Corti alleate, princi­palmente l'Inghilterra e la Spagna, di spedire qualche Flotta per aiutare i Sardi a snidare da quelle Isole quei molesti ingiusti invasori, che davano non poca inquie­tudine alla vicina Sardegna, giudicandosi che non senza idea persistevano in quei luoghi; e perciò, temendo che aspettassero nuova Flotta e maggiori forze per attac­carci di nuovo, come più volte si sparse la voce, e fu scritto anche da Genova e da Livorno, e si arrivò a dire e scrivere che in Tolone eran già pronte trenta Navi di linea, 26 Fregate e numeroso convoglio per trasportare 40 mila uomini da sbarco ... si stava qui con non poca inquetudine non vedendosi mai comparire Flotta alcuna Amica.
Mentre dunque si stava, come ancora si sta, travagliando in tutta fretta ad innalzar forti e ridur la Città in istato della più. valida difesa, giunse la mattina del 21 Maggio 1793 un Corriere spedito dal Cav. Camurati, Capitano dei Dragoni e Coman­dante il campo dei Sardi postato al lido del Golfo di Palmas, dirimpetto all'Isola di Sant'Antioco, per osservare gli andamenti dei nemici ed impedire loro l'inoltrarsi nel continente della Sardegna, recò detto Corriere la nuova che erano comparse in quelle acque 9 Vascelli da guerra, senza sapersi di che Nazione erano. Verso mezzogiorno dello stesso di 21, arrivò un altro Corriere coll'awiso chele vele da guerra colà comparse eran già cresciute a 22; che la Fregata Francese stazionata nel Golfo di Palmas aveva loro fatti molti segni e salutati anche con tre colpi di cannone, senza che in niente le fosse stato corrisposto dalla Flotta. Questa nuova sparsasi per la Città, la riempì d'agitazione, poiché, sebbene tutti gli intelligenti arguissero da questo fatto che non potea essere se non Flotta nemica dei Francesi, i più nondimeno, per suggestione anche de' partitanti de' Francesi, che qui non mancano, sebbene in picciol numero, temevano non fosse Francese, e che il non aver corrisposto i segni di detta Fregata fosse stra­tagemma ed intelligenza per non allarmarci. Il nostro Governo intanto benché persuaso che fosse Flotta venuta in nostro aiuto, conforme aspettavasi, pure fece prudentemente allestire le batterie e far tutte le disposizioni necessarie per ben riceverli, se fossero Nemici, dando ordine a tutti i cannonieri e soldati di vegliare alle batterie. La notte stessa il Vice Re spedi il Cav. Lunel, Maggiore di questa Piazza e complimentare il Comandante Spagnuolo, che con lui e col Camurati concertò la maniera d'accettare dette Isole, ecc. .
La fausta notizia della liberazione fece esultare il popolo;' nel­l'intimo dell'animo ne avrà gioito anche il Viceré Balbiano, il quale, davanti alla Corte ed al Ministero di Torino poteva attribuirsi il me­rito di aver predisposto ogni cosa per ricacciare da quest'isola e da questi mari l'armata nemica, se avesse avuto l'ardire di ripresentarsi. E forse questo merito gli sarà stato riconosciuto a Torino. Ma non gli giovò a lungo, in quanto che il popolo di Sardegna, che lo teneva molto in sospetto, finì per liberarsene, cacciandolo dall'isola insieme con tanti altri grossi funzionari del governo, non pochi dei quali si trovarono travolti dalla bufera solo per il fatto di essere piemontesi, pur essendo funzionari di alto valore e di specchiata onestà.