Rassegna storica del Risorgimento

1790-1794 ; CORSICA ; SARDEGNA (REGNO DI)
anno <1935>   pagina <427>
immagine non disponibile

Chi salvò la Sardegna nel 1793? 427
L'avversione dei regnicoli, e specialmente dei suoi Corpi rap­presentativi, per il Viceré era del resto giustificata, nella parte almeno riguardante il suo atteggiamento di fronte al pericolo attraversato dalla Sardegna di cadere nelle mani della Repubblica. Abbiamo visto come si comportasse il Balbiano prima e durante l'attacco francese; abbiamo anche visto come si comportasse in seguito, sotto la minaccia od il timore di un nuovo tentativo. La Flotta comparsa nelle acque del Sulcis il 21 maggio era spagnuola, ossia amica, e liberò definiti­vamente la Sardegna; ma se fosse stata francese, e tanto potente come si annunziava, era dubbio se il solo valore delle scarse truppe regolari e nazionali, ancora disorganizzate e scarsamente armate (il famoso Pinco attendeva ancora l'ordine di muoversi alla ricerca dei cannoni); era dubbio, ripetiamo, se il valore personale dei difensori sarebbe stato sufficiente a compiere un secondo miracolo, ottenendo ancora il pa­trocinio del Santo protettore.
Il Viceré Balbiano puntava i piedi quando gli Stamenti si sfor­zavano di scuoterlo, e lasciava l'isola impreparata. Era egli sicuro del tempestivo intervento degli alleati in nostro aiuto?
In tal caso, sarebbe da supporsi che egli tenesse segrete le infor­mazioni che gli pervenivano in via ufficiale, lasciando all'oscuro e nell'imbarazzo gli Stamenti per screditarli di fronte al pubblico. Ma poiché di tali informazioni non esiste alcuna traccia, trarrne qualche vaga voce di speranza partita da Torino, acquista maggior credito il sospetto che il Viceré, o per proposito personale o per influenza di persone infide che gli stavano d'attorno, non si preoccupasse troppo della vicenda, per non precludere ogni varco alla propria salvezza in caso di vittoria o di sconfìtta dei Sardo-sabaudi.
MICHELE PINNA