Rassegna storica del Risorgimento

FRANCIA ; POERIO GIUSEPPE
anno <1935>   pagina <429>
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Una fiera ed eloquente protesta di Giuseppe Poerio, ecc. 429
Francia napoleonica, affiorarono invece e si palesarono, gravi di rancori, nei tempi critici; si può dire anzi che la cruistione della naturalizzazione fu la palestra nella quale si provarono le forze del partito francese e del partito italiano del Regno, quel partito italiano che pel suo ingegno, per la sua cultura, per la sua passione patriottica fu di così irresistibile attrattiva da far breccia fin tra l'immediato seguito, fin tra i figliuoli fanciulli del Re. *) Gioacchino stesso, che pur amava la Francia ed i compatriotti, ne fu a tratti soggiogato, così che di certo una delle cause della sua incoerenza di azione va ricercata nel dramma intimo tra il legame di gratitudine e di affetto che lo legava ai connazionali ed il fascino esercitato su lui da quella calda, superiore intellettualità meridionale.
Il cameratismo, non mai troppo affettuoso invero, fra ufficiali ed autorità civili francesi e napoletane, ricevè un fiero colpo nel '10, ai tempi della spedizione di Sicilia: nei quotidiani contatti apparve loro più chiaro quanto gl'interessi fossero diversi, e soprattutto diverso l'angolo visuale da cui quegF interessi erano contemplati. Più ancora, il 1810 segnò il distacco spirituale di Murat dai suoi connazionali, perchè questi lo inasprirono con la sorveglianza diffidente, e col raffrenarlo e impedirgli di agire, in nome del diritto di conquista e della volontà imperiale. Il veto napoleonico di passare in Sicilia era giusto, ma non fu né opportuno, né generoso, né simpatico l'atteggiamento ostile e pretenzioso di alcuni generali di Francia; e poiché Gioacchino era particolarmente sensibile a certi affronti, riuscì facile all'entourage italiano ; è più opportuno chiamarlo così, poiché non bisogna dimen­ticare che accanto ai napoletani Zurlo, Poerio, Colletta vi erano, agili d'ingegno, astutissimi, acuti, i Maghella, i Manzi, gli Azizia, che napo­letani non erano non fu diffìcile a costoro, dico, di soffiar nel fuoco. H periodo che tenne dietro l'impresa di Sicilia segnò quindi senz'altro un allontanamento dalla Francia: 2) e l'atto più significativo ne fu il decreto del 14 giugno 1811, col quale Murat richiamò in vigore il dispo­sto della Costituzione di Baiona nei riguardi della naturalizzazione.3)
1) V. quanto la figliuola di Murat dice a proposito dei sentimenti italiani del fratello Achille e delle preoccupazioni che destavano in Gioacchino e nella moglie le imprudenti parole dal giovinetto pronunziate spesso contro i Francesi, ed anche contro l'Imperatore: Souvenirs d'enfanee de la comtesse Rasponi fitte de G. Murat, 3a cdiz.. Pari, Perrin, pp. 54 e seguenti,
2) Cfr. A. ESPITAUEB, Napoléon et le rai Murat, Paris, Perrin, 1910, pp. 112 e
seguenti.
3) Bollettino delle leggi e dei decreti del Regno delle Due Sicilie, anno 1811, sotto
la data citata.