Rassegna storica del Risorgimento
FRANCIA ; POERIO GIUSEPPE
anno
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1935
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pagina
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430
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430 Angela Valente
Fu un grossolano errore di psicologia quello che permise a Gioacchino ed ai suoi di illudersi che per coerenza Napoleone, che aveva permesso l'atto di Baiona, ne avrebbejsopportato quell'applicazione in partibus. Invece, senza alcuno scrupolo, nemmeno formale, l'Imperatore non disdisse, annullò gli articoli di Baiona, con un tratto di penna facendo di colpo di tutti i cittadini francesi altrettanti cittadini delle Due Sicilie.1) Murat ed i suoi non ebbero che a chinare il capo sotto quel colpo di scudiscio imperiale.
Ma nel '14, dichiarata da Gioacchino guerra alla Francia, una delle prime misure che i napoletani ormai in auge imposero a Murat di prendere fu il richiamo in vigore delle disposizioni del 14 giugno 1811, e con decreto in data 23 aprile ad esso si ritornò. 2)
Qualche burocrate di Francia, che aveva minacciato di dar le dimissioni per la condotta antifrancese del re, 3) non insistè in quelle; 4) piovvero invece a migliaia le domande di naturalizzazione. s) Tra esse, quella del ministro delle finanze, conte di Mosbourg: e su quella domanda, che apparteneva ad un uomo che vantava autentiche benemerenze presso il Paese, che aveva servito con competenza e con devozione quale ministro delle finanze, e inoltre era amicissimo del Re, s'impegnò la discussione del Consiglio di Stato, che per legge doveva decidere su di essa. Messa all'ordine del giorno per la seduta del 10 giugno, prese volontariamente impegno di riferire sulla quistione un autorevole consigliere, anch'egli francese di nascita, Pierre Joseph Briot.
Del discorso ch'egli tenne, dell'eloquente risposta di Giuseppe Poerio, dell'intera seduta ci è conservato esatto vivo ricordo in un volume di Consulte ed affari di ufficio di Giuseppe Poerio, custodito nella Società napoletana di storia patria. 6) La mano nervosa del Poerio ha fissato sulla carta i punti salienti delle parole del Briot, ha inoltre in largo sunto di sugli appunti ricostruito il discorso avversario ed il
i) V. per tutti ESPITALIER, op. cit., p. 140.
2) V. Bollettino citato, anno 1814, sotto la citata data 23 aprile.
3) In lettera 23 gennaio 1814 al ministro di Stato Pignatelli (inedita in Arch.
di Stato di Napoli, Consiglio dei Ministri, voi. 242) Mnrat scriveva di aver saputo che
alcuni Francesi a ponr motifs peu fondés, sont dans 1* intention de donner les demissions
de leurs emplois . Egli si dice disposto ad accettarle, benché speri che nessuno voglia
lasciare il suo servizio
4) U Poerio dice nel suo Discorso che non vi è stata alcuna dimissione.
5) È quel che afferma il Poerio, nel suo discorso: P. COLLETTA, Storia del Reame di Napoli dal 1734 al 1852, con introd. e commento di C. Manfroni, Milano 1905, P. II, p. 190, afferma che quanti erano nel Regno domandarono la naturalizzazione.
fi) È un grosso volume legato in cartapecora, che porta il titolo suddetto e la segnatura XXX. A. 8.