Rassegna storica del Risorgimento

FRANCIA ; POERIO GIUSEPPE
anno <1935>   pagina <434>
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434 Angela Valente
Poi cominciano gli attacchi vibrati, scortesi, ingenerosi.
Sulla quistione politica e sul grande interesse dello Stato che s'in­voca a sostegno della naturalizzazione, Briot esprime la sua sorpresa come si sia dato in Napoli una così grande importanza al titolo e agli effetti di cittadino. Se si esaminassero dice gli elementi di cui si compone la nazione, si troverebbe che essa è in gran parte un aggre­gato di emigrati di differenti popoli, fino alle recenti colonie albanesi venute al seguito di Manderburg. Anche più utile sarebbe scandagliare da quando la napoletana sia veramente nazione e da quando ha dovuto attaccare importanza, in conseguenza, al titolo di cittadino . Troppo noti i fatti storici: E qui, offensivo e sardonico, parla dell'epoca in cui la Corte di Napoli mandava in Francia a cercare il generale Salis e uffi­ciali per riformare la sua armata, e mandava in Germania, onde avere il generale Mack per comandarla. Gli stranieri hanno a Napoli sempre avuti impieghi, afferma, e sottintende han sempre avuto posti di comando, perchè i Napoletani erano inetti a tenerli. Ricorda Tanucci, Salis, Mack, Àcton. Se si chiudessero ora le porte all'immigrazione, Napoli non ne guadagnerebbe. A proposito, ricorda un esempio storico, Dio sa come, poco calzante: i vantaggi che l'Inghilterra trasse dalla revoca dell'Editto di Nantes. Aprendo le porte agl'immigrati, a Napoli affluirebbero gli scontenti, e sono molti, di tutte le altre nazioni. Non vedono i Napo­letani quel che fanno i principi del Nord, così larghi verso i Francesi immigrati ? Propone, insomma, una specie di asilo di Romolo, come se le nostre contrade fossero state un deserto da dissodare e da popolare.
I Francesi? qui tutto il rancore si rivela: per lui i Napoletani si macchiano della più nera ingratitudine. Ironico, tocca leggermente l'articolo dell'ospitalità esercitata dai Francesi verso i Napoletani nel 1799, insiste invece sui grandi servigi militari resi al Reame di Napoli dagli stranieri. In questo Regno dice non vi era armata, né organizzazione sociale e amministrativa, e l'una e l'altra devonsi agli sforzi di S. M. ed all'appoggio ed all' intervenzione (sic) della Francia e dei Francesi. Dopo questi benefizi trovo rivoltante il negarsi la cittadi­nanza a quei Francesi che han migliorato i vostri ordini interni, ed alle famiglie di quegli altri che in tante guerre son morti in vostra difesa . Ed ammonisce: Se la fortuna riducesse i Napoletani a domandare L'ospitalità dei popoli stranieri, a qual nazione ispirerebbero essi interesse? .
Quanto alla quistione legale, il consigliere Briot assume che Napoli non ha una costituzione. Lo Statuto di Baiona? Ma quello è nullo perchè imposto da un Principe che lasciava il Paese; perchè non