Rassegna storica del Risorgimento

FRANCIA ; POERIO GIUSEPPE
anno <1935>   pagina <435>
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Una fiero, ed eloquente protesto di Giuseppe Poerio, ecc. 435
esaminato dalla Nazione, né dopo proposto alla sua accettazione; per­one mai messo in attività . Speciose ragioni, invero; ma speciosissima è sopratutto la pretenzione che lo spirito del trattato sottintenda la naturalizzazione . In ogni modo, il consigliere Briot è preparato anche a parare il colpo, se vuol darsi vigore alla costituzione di Baiona senza intenderne lo spirito. Intanto, la costituzione non può avere effetto retroattivo, cioè distruggere i servigi prestati anteriormente, nel 1806 e 1807 (egli si trova così al sicuro!) I militari sono fuori quistione né possono escludersi i loro parenti, le loro famiglie, i loro amici {sic). In quanto ai civili la quistione rimane estinta per le stesse tre condi­zioni richieste dal Trattato di Baiona, delle quali la prima, possidenza, deve estendersi anche ai donativi avuti nel Regno; la seconda, talento utile, va intesa largamente; per la terza, servizi utili, possono con­servarsi nell'impiego quanti han mostrato assiduità al lavoro.
Dopo queste affermazioni, a noi sembra che il consigliere Briot si potesse risparmiare di elencare ben 10 categorie di Francesi che per giustizia, a suo parere, dovevano essere riconfermati nell'impiego, fra le quali una tutti quelli che han ricevuto qualsiasi onore o impiego o ricompensa dei servigi resi che bastava per tutte. Insomma, il consigliere Briot, come già Napoleone nelF 11, ma con tanto minore elegante disinvoltura, distruggeva gli articoli di Baiona e il decreto 23 aprile.
Quanto, in confronto, signorilmente, superiormente temperata la risposta che Giuseppe Poerio dette, chiedendo immediatamente la parola e dicendosi pronto a confutarne all'istante, una per una, le ragioni! Non un accenno solo che non sia rispettoso verso gli ospiti sfortunati; pur come distrugge mirabilmente le affermazioni avver­sarie ! Se le nostre simpatie d'Italiani non andassero verso di lui, ugual­mente dovremmo trovare in tutte le sue parti esatta e giusta la sua confutazione !
L!esordio è accorato, ma dignitoso e nello stesso tempo avveduto.
Io credo dice che la gloria di S. M., l'interesse dello Stato e l'onore della Nazione si oppongano del pari al sistema di prodigalità che vorrebbe introdurre il preopinante nella naturalizzazione degl'im­piegati stranieri , e si annuncia come il difensore del sistema di sobrietà, promettendo che sebbene molti delicatissimi tasti toccati dal consi­gliere Briot non siano stati trattati in guisa da ispirar la calma a chi abbia cuore napoletano e vanti amor di patria , pure egli porterà nella discussione quella moderazione, quella imparzialità e quella prudenza che sole devon regnare nel Consiglio del Re . Dichiara, abilmente