Rassegna storica del Risorgimento

FRANCIA ; POERIO GIUSEPPE
anno <1935>   pagina <437>
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Una fiera ed eloquente protesta di Giuseppe Poerio, ecc. 437
temendo smentite che da 15 anni i Napoletani fanno a gara per dimo­strare che non l'hanno dimenticata . Se la discussione fosse di semplice ospitalità dice oso affermare che non vi sarebbe discrepanza di pareri, perchè niuno contrasta a Napoli il pregio di essere uno dei paesi più ospitali di Europa .
Pacato fin qui, il Poerio ha accenti che attingono le vette del liri­smo tanto è caldo e sincero il dolore suo di meridionale quando ribatte le affermazioni dell'avversario circa la civilizzazione del Regno da parte dei Francesi. E questo, senza dubbio, il punto culminante del discorso, ed è anche, per noi, quello di maggiore interesse.
Di sicuro alla mente del patriota ricorrevano le civili istituzioni della nobilissima Napoli; le contese civili dibattute ivi fin dal tempo del ducato, e le concessioni ai governanti strappate; quella comparteci­pazione al governo a Napoli fin dall'alto Medioevo preso non pure da nobili ed ecclesiastici ma anche dal Seggio del Popolo; tutto il maravi-glioso travaglio intellettuale del 700 napoletano, di quel 700 al quale egli, Poerio, aveva attinto la sua cultura, il suo senso di fierezza patriottica, quella sua così compiuta, fine, penetrante sensibilità giuridica. Ricor­reva più vivo ancora, certo, e non senza amarezza, il ricordo di una lunga fatica sua e di alcuni giuristi colleghi del Consiglio di Stato, per studiare, annotare, modificare il codice civile di Francia, perchè meglio rispondesse alle tradizioni ed alle necessità del popolo meridionale. Fatica lunga, dotta, minuta, che stupisce per la vastità della dottrina giuridica e per la maturità di giudizio colui che la considera di sui libri e le carte del­l'epoca, ed è veramente il miglior commento e la prova migliore di come non avessimo bisogno di legislatori e di civilizzatori.1) Vana fatica, perchè l'Imperatore l'aveva annullata, imponendo l'integrale applica­zione del codice di Francia ! In quell'anno Murat, ormai libero della sua volontà, aveva riconvocato le Commissioni per la riforma del Codice: vi allude il Poerio nel suo discorso.
Riproduco integralmente la calda eloquente difesa. L'oratore non sa intendere come il preopinante dati l'organizzazione sociale ed amministrativa del Regno di Napoli dall'anno 1806, e molto meno sa intendere come ne attribuisca il merito all'intervento della Francia e dei Francesi È la prima volta esclama che ad una Nazione di 5 milioni di abitanti, la quale vive in monarchia da 8 secoli, si ardi­sce negare la qualità di società organizzata. Chiunque soggiunge
1) rsfe parlerò con larghezza nel mio lavoro di prossima pubblicazione, al quale accennavo in principio della Memoria.