Rassegna storica del Risorgimento

FRANCIA ; POERIO GIUSEPPE
anno <1935>   pagina <440>
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440 Angela Valente
civili. Molte considerazioni vennero fatte dallo Zurlo ed in ispecie seguendo le sue abitudini di scrupolosa oggettività dal gran giu­dice e ministro di giustizia Giuseppe Ricciardi. *)
Anche nel Consiglio di Stato tornarono ad occuparsi della quistione. Poiché tesa e gravissima appariva ivi la situazione, Gioacchino vi si recò di persona, ad una delle sedute, che abbiamo ragione di ritenere di poco anteriore al 29 giugno. 2)
Hdis corso commovente che egli vi avrebbe pronunziato secondo il Colletta ha tutta Paria di essere una composizione rettorica del celebre storico; ma poiché Murat aveva cuore, possiamo ben credere ch'egli fosse sinceramente commosso nel perorare la causa dei 26 connazionali, particolarmente a lui cari, pei quali chiedeva la naturalizzazione. E ci appare un'insinuazione antipatica del Colletta quel suo affermare che a il discorso avrebbe ottenuto pieno e sollecito effetto se il continuo simulare del Re non avesse scemato fede ai suoi detti .3) Un mini­stro noi pensiamo che fosse il Segretario di Stato Pignatelli parlò in sostegno del Re, poi si venne alla votazione voluta da Murat: 23 consiglieri su 28 votarono secondo la richiesta del Re, 5 contro; ma 2 apparvero i più avversi. 4) H Colletta non ci dice come egli votasse, né il suo linguaggio, un po' contradittorio ed ambiguo, ci autorizza ad
2) Arch. di Stato di Napoli, Processi verbali del Consiglio dei Ministri, Decen­nio, voi. 242, seduta del 14 luglio.
2) Una lettera inedita del Murat al Pignatelli, appunto in data 29 giugno 1814, parla del parere dato dal Consiglio di Stato circa la non necessità di naturalizza­zione pei militari: Copialettere citato in voi. 242 dei verbali del Consiglio dei ministri, prec. cit. Poiché il COLLETTA, op. cit., p. 192, dice che Murat nella seduta del Consi­glio di Stato alla quale intervenne propose la naturalizzazione dei militari, ne deduco che tale seduta dovè tenersi prima del 29 giugno.
Il decreto pel quale venne concessa la facoltà di naturalizzazione a tutti i mili­tari esteri che avevano militato sotto le reali bandiere (cioè nella campagna del 14 contro la Francia) è del 31 luglio: e in pari data vennero emessi altri due decreti: per l'uno si dispose che passassero alla riforma gli ufficiali stranieri che non si trovavano nella condizione predetta; per l'altro eco del discorso Poerio si escludevano dalle disposizioni del 23 aprile gli esteri artisti e professori di lettere, e tutti quelli che avevano dimora nel regno da almeno un decennio (precedentemente quindi ali occupa­zione francese), o che avevano contratto matrimonio con una napoletana: v. Bollet­tino cit., sotto la data citata.
Al Mosbourg venne concessa la naturalizzazione con decreto in data 1 luglio (Bollettino cit., sotto tale data); e prima di lui 14 giugno fu concessa al generale Reynier, evidentemente perchè di quei militari per la naturalizzazione dei quali nel Consiglio di Stato vi era l'accordo. In seguito piovvero abbondanti le concessioni di naturalizzazione: V. in Arch. di Stato in Napoli Vindice degli Atti del Consiglio di Stato,
3) COLLETTA, op. cit, p. 192.
4) Ivi-