Rassegna storica del Risorgimento

1831 ; TOSCANA ; COLLETTA PIETRO
anno <1935>   pagina <452>
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452 Libri e periodici
La parte veramente sostanziale dei dispacci riguardanti i tentativi di corruzione fatti dal Querini a Parigi tra i primi di aprile e la metà di maggio del 1797 era stata già largamente utilizzata dallo stesso Bonnal (pp. 212-223), prima che la riscoprisse il Mazzucchelli (p. 272 e seg.). Nel quale mancano poi del tutto i due dispacci Querini del 3 settembre 1796 e del 25 gennaio 1796 more veneto che sono rispettivamente a pp. 356-360 e 361-364 del Bonnal.
La ragione delle omissioni e della sconcertante brevità di alcune trascrizioni è forse quella data nella prefazione: <i ...ho voluto scegliere e sobriamente commentare solo i punti più caratteristici ed interessanti, trascurando l'inutile e l'ingombrante... (p. VII)? Il guaio è che il Mazzuc.ch.elli non si accòrge di aver fatto tabula rasa di notizie e giudizi veramente significativi per darci troppo spesso in cambio cose di scarso rilievo e sue osservazioni personali di discutibile importanza. Forse per non farci perdere gli utilissimi insegnamenti politici e morali di queste preziose osserva­zioni ? Si veda, ad esempio, il giudizio del Capello sul Necker (pp. 23-24) e quello del Mazzucchelli sulla... genialità del Capello stesso (p. 27). Ma perchè non ci ha dati integri i dispacci invece di perdere il suo tempo in quei commentini che non san di nulla, anche se a quotidiani romani e milanesi siano apparsi eccellentissimi ? Ma, davvero, per il Mazzucchelli l'ambasciatore veneto con una chiarezza unica, di osservatore e di studioso antivede i difetti del parlamentarismo ?
E pensare che questa grazia di Dio era stata per 150 anni sepolta ai Frari ! Bon­nal? Ma Bonnal con conta, evidentemente... E Romanin, allora? Perchè Romanin ha messo al mondo la sua Storia documentata ottant'anni prima del volume di Maz­zucchelli (18531861). Che Romanin li abbia ignorati quei dispacci ? Non dispiaccia al Mazzucchelli, ma non lo crediamo. S'ha a provare ? Apriamo il vecchio storico nella edizione del Fuga (IX volume, 1921). Ecco a p. 146 un brano óU Antonio Capello del 7 gennaio 1787, che non c'è in Mazzucchelli; ecco a p. 151 l'altro del 27 luglio 1787, e a pp. 153-156 quello del 14 luglio 1788 di non scarsa importanza. E a farci vedere in modo non frammentario l'interpretazione data dal Capello degli eventi ai quali aveva assistito ecco la relazione 2 dicembre 1790 al Senato (pp. 161-170), ugualmente ignota al Mazzucchelli.
H dispaccio 22 giugno 1792 del Pisani (Mazzucchelli, pp. 96-99) è in gran parte riportato da altra fonte archivistica in Romanin (pp. 190-193). L'episodio ignorato da tutti gli storici (p. 106) è già raccontato dal Romanin di su una lettera del Pisani stesso (pp. 194-195) e con qualche maggior larghezza. Ah, Cristoforo Colombo !...
La commissione del marzo 1795 al nuovo ambasciatore Pisani e la credenziale del 7 marzo (Mazzucchelli, pp. 199-200) erano già intere in Romanin (pp. 244-246). I discorsi del 30 luglio, che già sappiamo sfruttati dal Bonnal, appaiono naturalmente anche in Romanin (pp. 246-249). Evidentemente in quei centocinquant'anni c'è stato chi s'è preso la briga di dar qualche dispiacere al nostro autore ! E certo il Roma­nin conosceva il dispaccio 4 febbraio 1796 (Mazzucchelli, pp. 231-233; Romanin, pp. 268-269), mentre Mazzucchelli ignora quello del 17 marzo (Romanin, pp. 270-272). Gli ingenui tentativi queriniani a Parigi (Mazzucchelli, p. 272) sono anche più che nel Bonnal largamente documentati in Romanin (X, pp. 83-87) sulla fede dei dispacci dell'ambasciatore.
Il Mazzucchelli ignora certo il Bonnal, ma ignora ugualmente il Romanin ? Data la sua specialissima preparazione saremmo tentati di dir di sì. Né il veder citati i due discorsi in dialetto veneziano del doge Manin (pp. 291-292 p. 295) e la lettera del Querini al Barbaro, del 30 maggio 1797 (pp. 301-302), quest'ultima con la stessa lacuna con cui appare in Romanin (X, pp. 208-209) ci induce a cambiare opinione. Al più, si tratterà di qualche altra fonte a noi ignota.
Arrigo Cajumi ha opportunamente messo in rilievo nel fascicolo di febbraio de La Cultura il singolare modo tenuto dal Mazzucchelli nel compilare se è lecito dir così la sua introduzione storica. Abbiamo, ahimè, rifatta per conto nostro