Rassegna storica del Risorgimento
1831 ; TOSCANA ; COLLETTA PIETRO
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1935
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Libri e periodici
perfino sui colonnati del Palazzo Ducale ( Dès le commencement du XVII* siede... affichés jusque dans le Palais ducal ). Per trovare il seguito immediato bisogna, nell'opera del Diehl, fare un piccolo salto alla settima riga di p. 291 ( Le Conseil des Dix se défendait... furent exilés ou emprisonnés , che corrisponde, riportati i tempi al presente, a Mazzucchelli di pp. 6-7. Il Consiglio dei Dieci però si difende... sono esiliati od imprigionati).
Riassunto più che tradotto è il brano sul conflitto tra Gran Consiglio e Consiglio dei Dieci nel 1761 (Mazzucchelli, pp. 7-8, Diehl, p. 291), ma al sano principio della traduzione letterale si torna con l'episodio di Giorgio Pisani e di Carlo Contarmi (15 righe di Mazzucchelli, p. 8, che corrispondono a 14 righe di Diehl, pp. 291-292).
Quanto alle pagine 13 e ai frammenti di p. 6 e di p. 7, che non paiono del Diehl o del Mounier, ci si diverta un altro a cercarne l'autore; noi ne abbiamo abbastanza. Solo ci permettiamo di domandare a chi, in nome di una invocata bonifica intellettuale , ha chiesto il controllo preventivo sulle pubblicazioni popolari a dispense: a E di queste spiritose invenzioni cosa ne facciamo ? .
P. S. Non è possibile: è più forte di noi. Avevamo giurato di non continuare in quest'opera di ricerca, e nel nostro intimo avevamo già fatto proposito di aprire tra i nostri lettori un piccolo concorso a premio per la identificazione degli autori di altre pagine del Mazzucchelli, quando quel daimonietto senza pretese che ci tien luogo del suo maggior fratello socratico ha tanto fatto che abbiamo dovuto rimetter le mani su questo libro tutto sorprese e scomodare il tipografo perchè ci consentisse la giunta alla derrata e rinunciare a goderci questo bel tramonto d'oro vero per tuffarci un'altra volta tra le nebbie e la malinconia di quello della Serenissima.
Perchè questo è un libro traditore, di quelli che Mondadori ti ci mette sopra Si legge d'un fiato , Non vi farà dormire , Ogni pagina un'emozione . Qui l'emozione della scoperta c'è, e continua. Cajumi detective ti scopre Monnier. Ma vieni tu e t'accorgi che dietro una pesante tenda bizantina giace riverso il cadavere di Diehl. E pensi ai Piombi, ai Pozzi, al Consiglio dei Dieci e, soprattutto, a Michele Zévaco, mentre Romanin e Bonnal gemono invece il loro misconosciuto lavoro. Ti rimetti un momento in sesto, ripigli fiato e, tanto per distrarti, butti l'occhio su quel vecchio simpaticone di André Bonnefons (La chute de la Républi-que de Venise, Parigi, Perrin, 1908) e d'un tratto te lo vedi anche lui cader trafitto sotto i colpi implacabili di chi ha tolto di mezzo (c'est-à-dire, tolto dalle citazioni) Monnier e Diehl. Se si continua cosi, tiriamo fuori un libro che non avrà nulla da invidiare alle ponderose Fonti delVOrlando Furioso dell'austero Pio Rajna.
E tu mi segui, lettore, ed io sarò tua guida.
Un'occhiatina ancora a quella introduzione, per cominciare.
Pagina 2: Così il centro del commercio mondiale si sposta dal Mediterraneo all'Atlantico e Venezia cessa a poco a poco d'essere l'intermediaria fra l'Europa e l'Asia . È una frase generica, si capisce, ma c'è anche a p. 2 (toh! toh!) di Bonnefons, con in più un inciso che la faceva meno generica: Désormais le centre du commerce était déplacé, il passait de la Mediterranée dans l'Atlantique; et comme de plus une route jusque-là incornine s'ouvrait vers les Jndes, Venise cessait d'ètre l'intermédiaire entre l'Europe et l'Asie,
La p. 4 di Bonnefons ci offre il pezzo successivo Tuttavia la Serenissima... contro l'islamismo orientale ( Cependant... contrc l'islamisme envahisseur ). Dio buono, qualche piccolo cambiamento c'è: non c'è dubbio. Lo stile di Bonnefons non è quello lirico di Monnier, né quello scintillante di Diehl: qualche accomodatola ci vuole. Alla Venezia bellicosa d'un tempo succede ormai una Venezia tranquilla, pacifica e ben decisa a non uscire più da una comoda neutralità