Rassegna storica del Risorgimento

1831 ; TOSCANA ; COLLETTA PIETRO
anno <1935>   pagina <460>
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460 Libri e periodici
dopo di avere spese ben 210 pagine per raccontare la vita di Maria Carolina dal suo matrimonio sino all'avvento al trono di re Giuseppe, è costretta a sbrigarsi delle ulte­riori vicende della sua eroina in sei pagine frettolose !
. RUGGERO MOSCATI
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Card. LUIGI LAMBRUSCHINI, La mia nunziatura di Francia. A cura di Pietro Pirri, in Diari e Memorie ; Bologna, Zanichelli, 1934-XIII, in-16, pp. IX-366. L. 12.
Libro forte e severo ; ed anche attraente, appunto per quel non so che di aspri­gno che vi si incontra ad ogni pagina, misto ad una certa sommissione sacerdotale, e per il contatto che vi si prende con una volontà temprata come lama di acciaio. Se non si trattasse di un alto Prelato, ligio alla più austera morale, di un servitore fedele del Papato e della Chiesa, di un diplomatico nato e sopraffino, il libro potrebbe sembrare un po' freddo e privo di interiorità, mentre le qualità sopra dette, proprie di chi non vuole e forse non saprebbe abbandonarsi a confidenze o provar commo­zioni meno superficiali, inducono il lettore ad affondarsi nella lettura, a leggere fra le righe, a intendere meglio e più che non si dica, e a fermarsi più di proposito là dove qualche luminoso spiraglio lasci vedere il fondo dell'anima e i più riposti giudizi dell'autore.
Sono dense e particolareggiate pagine autobiografiche relative al periodo tur­binoso che corre fra il 1827 e il 1831, in cui il Lambruschini, arcivescovo di Genova, fu nunzio pontificio a Parigi, al servizio di tre papi, Leone XII, Pio Vili e Gre­gorio XVI, alla corte di due monarchi, Carlo X di Borbone re di Francia e Luigi Filippo d'Orleans re dei Francesi; e furono scritte a Roma dal 1831 al '36 non appena, richiamato dalla nunziatura, il Lambruschini fu elevato alla porpora.
Le a Memorie sono appunto divise in tre parti, rispondenti ciascuna al tempo di ciascuno dei tre Pontefici di cui il Lambruschini fu autorevole rappresentante presso il governo francese ; divisione non estrinseca, ma veramente intrinseca, perchè corrispondente al peculiare carattere delle tre fasi della difficile missione diplomatica.
Infatti, durante il papato di Leone XII il compito del Nunzio fu sopra tutto di curare in Francia gli affari religiosi, di guidare e disciplinare quell'Episcopato assai diviso e disorientato per contrasti dottrinali, riflesso delle dissensioni sui principi gallicani, per le notevoli infiltrazioni giansenistiche e per gli atteggiamenti spirituali dell'abate Lamennais. L'opera del Lambruschini fu di ferma intransigenza a sostegno della più gelosa ortodossia cattolica e della stretta unione del clero francese alla Santa Sede, e a beneficio del legittimismo più puro e tradizionale, per il mutuo legam e e soccorso fra il Trono e l'Altare. La sua condotta tenace ed oculata fu apprezzata in Francia e a Roma e recò grandi vantaggi alla unità cattolica.
La seconda fase, durante il breve pontificato di Pio VIII, che ebbe a Segretario diStato il Cardinale Albani assai propenso all'Austria, e comprese la caduta di Carlo X e l'avvento della monarchia di luglio, fu piena di drammaticità e di forte tensione di spiriti, ponendo il Nunzio di fronte a situazioni estremamente delicate, che il Lambruschini energicamente e prudentemente superò, esercitando anche una azione di primo grado sugli altri ambasciatori. Pur nella forma ossequiosa ed officiosa impo­stagli dall'altissimo ufficio e dalla squisita urbanità dei modi curiali, il Lambruschini non cela il suo grave disappunto e, si direbbe, la sua limitata stima dei talenti politici dell'Albani, il suo rammarico per la debolezza e imprudenza della Curia Romana di fronte alla nuova rivoluzione, e si addolora per la precipitata aunnenza al ricono­scimento del governo costituzionale di Luigi Filippo, che, se era partito utile e neces­sario ritenerlo legittimo e darne pubblico assenso, doveva però dalla Santa Sede essere adottato con grandi cautele, e in ultimo, come atto conclusivo e suggello dopo il riconoscimento ufficiale prestato dagli altri governi cattolici.