Rassegna storica del Risorgimento

1896 ; MAKALL? ; GALLIANO GIUSEPPE
anno <1935>   pagina <487>
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L'assedio di Màkallè in una lettera-diario del magg. G. Galliano 487
pattuglia che ne li impediva. I miei mi hanno sprecato una ventina di cartuccie, poiché sanno bene farne economia, ma dall'altra parte ne consumarono moltissime, ed ora mai, avendoci fatto l'orecchio, ricono­scevo Lenissimo il suono dei Senadir (Remington) ed altre cannette da organo su tutti i tuoni. Non so se e quando questa mia ti arriverà; spero mandarla fuori quando manderò il mio ambasciatore Tenente Partini Aiut. Magg. da Maconnen, col quale siamo in trattative le quali durano da qualche giorno, senza interrompere le ostilità. Mi ha mandato a fare offerte di pace, certamente per aspettare la venuta di Menelik colle artiglierie caricate sugli elefanti, che fin'ora non arrivano; intanto se a lui fa comodo prender tempo, ne ha fatto altrettanto a me ed al governo coloniale; così potranno arrivare i battaglioni e le batterie che manderà l'Italia, ed io ho avuto tempo di ridurre veramente forte questa bicocca cominciata dal povero Toselli, ma lasciata molto debole; ci volevano sei mesi a finire il forte; in questi giorni ho avuto mezzo di mettermi un po' al sicuro, in modo da poter sfidare tutti gli attacchi dei Ras finché non avranno buone artiglierie che aspettano, ma credo non arriveranno mai. Si lavora come cani e capirai non dormo mica i miei sonni molto tranquilli colla immensa responsabilità che ho. Se mi avessero attaccato nei primi giorni con un attacco serio e con tutte le forze avresti potuto leggere sui giornali che il forte di Macallé col tuo buon amico era saltato in aria assalitori e difensori insieme, ed avevo tutto ben disposto; l) ora è un altra cosa e quando anche i Ras abbiano più di 20 mila uomini posso tener testa a meno che riescano a prendermi di sorpresa; è perciò che veglio attentamente. Intanto S. E. che trovasi ad Adigrat ad ordinare il corpo di operazione è a tre giornate di marcia e potrà anche avanzare forse prima che giungano le artiglierie del Menelik. Mi immagino il rumore suscitato in Italia dal disastro di Amba - Alagi, poiché essendo letteralmente bloccato non riceviamo posta; certamente si è anche parlato del mio battaglione, giacché aveste il gentil pensiero di telegrafarmi; ma certamente non vi si può aver detto tutta la verità sulla reale condizione in cui mi son trovato. Anche questa volta è toccato al mio battaglione l'onore di sopportare il peso della seconda parte della giornata (7 dicembre) di Amba-Alagi, arrestando il nemico al Mai Mer-ghi, per dar tempo ai resti della colonna Toselli di mettersi al sicuro e
l) Narra il MOLTEDO (op. ri*,, p. 88) La sera del giorno 11 il maggiore Galliano mi chiamò e mi domandò con segretezza quanti cartocci aveva in polveriera. Avendogli risposto che ne avevo 200 mi disse Senza dire nulla a nessuno, prepari sotto il piano della polveriera una mina con una miccia; all'istante opportuno, all'ultimo momento, salteremo in aria tutti .