Rassegna storica del Risorgimento

1896 ; MAKALL? ; GALLIANO GIUSEPPE
anno <1935>   pagina <488>
immagine non disponibile

488 Adolfo Colombo
proteggere la ritirata per un terreno dimcilissimo. Non avevo che due compagnie perchè avevo lasciato la 2a nell'Arni, dove ero stato a fare l'incendiario ed il macellaio contro i ribelli di là e non mi aveva ancora potuto raggiungere, e la 3a (Capitano Persico) era interamente perita nel combattimento del mattino all'Amba. Dalla sera del 6 al mattino dell'8, sopra 29 ore abbiamo marciato per 27, compreso il combatti­mento, in terreno difficilissimo. Se fosse stata truppa europea non sarebbe stato possibile questa ritirata.
Ora son qui con tre delle mie compagnie ed una dell'8 battaglione, due sezioni di artiglieria e due del genio con degli aggregati cacciatori; in tutto meno di 200 italiani di truppa, le compagnie nere sono di 300 uomini in organico, ma le mie non possono essere al completo per le perdite* e per due piccoli distaccamenti che non avendomi potuto rag­giungere sono andati col resto della colonna Arimondi in Adigrat. Son certo che il generale Arimondi quando mi ha lasciato qui, oltre che sul soldato, ha contato molto sull'amico, poiché egli sapeva benissimo in quali condizioni mi lasciava, e sapeva anche che io non avrei opposto difficoltà1) per quanto conoscessi perfettamente tutta la gravità della mia posizione. Era necessario che Macallè arrestasse per qualche tempo l'orda inseguente a costo di sacrificarci ed ho accettato serenamente l'incarico, fidente nelle mie idee di soldato, nella buona stella d'Ita­lia, che continua a rifulgere di splendida luce e nella cooperazione di splendidi ufficiali, i quali accettarono con entusiasmo il loro destino e mi fanno orgoglioso di comandarli; e siamo stati fortunati perchè sono ormai 25 giorni che siamo chiusi, non abbiamo ancora persi che quattro ascari, malgrado che ogni giorno si faccia un po' di musica agli avam­posti, e sappiamo di avere inflitte parecchie perdite al nemico. Certa­mente che i miei giovani cominciano a sgonfiarsi e sentire un pò9 la tensione di nervi, ma riesco, un po' da superiore, un po' da compagno, sempre da papà a calmarli; è una ginnastica, come un'altra, come quella del buon Ardris, quando ci levava i peli della pigrizia.2)
4 gennaio* - Ieri sera ho avuto un ultimatum dal Ras Maconnen, il quale sentendo prossimo l'arrivo del Menelik (era aspettato per
i) In una copia fatta dal maggiore Rajneri del diario del Galliano si legge in proposito questa nota: Il generale Arimondi aveva ordinato al 5 battaglione indi­geni di rimanere a Makallè giacché non aveva preso parte al combattimento di Amba Alagi ma il suo comandante se ne schermì colla scusa che il suo battaglione per le 1 ungile marcie sostenute era in cattivo stato .
2) Nella copia Hajneri si legge questa nota: Il sig. Ardris era il maestro di gin­nastica nel collegio militare d'Asti e quando qualche allievo si dimostrava riluttante nell'esercizio di qualche movimento, lo prendeva di dietro per i capelli .