Rassegna storica del Risorgimento
1896 ; MAKALL? ; GALLIANO GIUSEPPE
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1935
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pagina
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491
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L'assedio di Makallè in una lettera-diario del magg. G. Galliano 491
è caduto oggi è proprio che lo stellone d'Italia deve brillare ancora malgrado tutti i nostri torti! Innumerevole il numero dei nemici, furibondo l'accanimento con cui si fecero sotto: è sabato, giorno a loro propizio e sperando nella stessa fortuna di Amba Alagi (avvenuto in sabato) non mollarono l'osso fino a notte, ritirandosi talmente malconci che abbandonarono morti e feriti, il che non fanno mai. Se avessi due compagnie di più sarebbe stato affare finito; ma mi trovo in condizione di non poter mandare fuori quattro uomini ed un caporale, i due burroni dell'acqua sono occupati da migliaia di persone, e se mi esponessi a perdere una compagnia non potrei più tenere il forte. Si sentono nei burroni e pei campi i pianti e lamenti pei morti sia pel numero dei capi come per i gregari perduti; le perdite devono essere grandissime a giudicare dai lamenti; certo qui sotto si piange e si cercano delle persone importanti. Se domani spuntasse l'avanguardia del corpo d'operazione sarebbe una vittoria sicura ed una ritirata precipitosa per il Menelik che difficilmente arriverà allo Scioa. Se il governatore tarda io non so come andrò a finire, e se domani dovessi sostenere un attacco come quello d'oggi sarebbe un guaio per le cartuccie che verrebbero a mancarmi pel seguito. Capirai che con tutti questi pensieri e colle seccature del frequente schioppettio sopra quelli che si avvicinano per cercare i morti non posso certamente dormire, e dopo dettati gli appunti pel diario e pel giornale di assedio, aggiungo queste righe a questa che ormai è diventata essa pure un giornale e che ti servirà per confrontare la onestà dei giornali e dei rapporti a cose finite, nella supposizione che essa ti giunga.
20 gennaio
Carissimo mio, un saluto a te ed a tutti i compagni che mi conservarono affetto. Sono 13 giorni che avverto il comando che mi fu tolta l'acqua senza speranza di riprenderla: non vedo comparire nessuno. Chi sa quale fatalità impedisca al Barattieri di soccorrerci? è questione di ore e poi il sacrificio.
Qualunque cosa altri poi possa scrivere a sua difesa, sappiate tutti che ho compiuto fino all'ultimo scrupolosamente il mio dovere e che niente, né dimenticanza, né errore ho a rimproverarmi se non forse troppa onestà di soldato, che non è sempre giustamente apprezzata.
Io muoio sereno pensando a voi, all'Italia, ed augurandomi che questa bandieracheho ammirato superbo sventolare per tanto tempo sul mio capo, fidente in essa, e che ho strenuamente difesa non abbia ad arrossire degli errori di chi ci ha sacrificati. Viva l'Italia.
Tuo aff.mo Galliano.