Rassegna storica del Risorgimento

FABRIZI NICOLA
anno <1935>   pagina <496>
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Mario Battistini
classes bourgeoises et populaires. On prépare la jeuuesse à subir les plus criminelles influences lorsque l'on prétend l'élever sans foi, sans dieu, sans eulte, sans prètres. La morale manque de base, dès qu'elle n'est plus fondée sur la religion. L'nomine n'a plus d'autre but, d'autre objet, d'autre fin que lui-mème. Il en résulte un orgueil in fini qui se révolte dans des proportions illimitées contre l'autorité temporelle au mème titre qu' elle se révolte contre l'autorité spirituelle. Alors la société meurt, et Fon est proche d'une dissolution generale .
Ancor più accanito contro Mazzini era Le Nouvelliste de Ganci, il quale, il 17 gennaio (n. 16-17), scriveva che le orribili teorie di Mazzini devono avere un termine e le autorità italiane dovrebbero purgare il suolo della Penisola d'un uomo che da troppo tempo ha compromesso la sua causa . L'attacco si ripeteva ancor più violento il giorno dopo (n. 18) in un articolo, Rubrique du jour, nel quale dopo essersi rallegrato che gli assas­sini non fossero dei francesi, ma grazie a Dio degli italiani, dei malfattori della tempra di Tibaldi e di Pianori proseguiva:
È un grido generale d'indignazione contro gli assassini, una male­dizione generale contro i presunti istigatori di quest'attentato ordito all'estero, come dichiarava ieri Le Moniteur. L'articolo pubblicato qualche giorno fa ne L'Italia del popolo, nel quale si diceva che il mo­mento era per giungere, è considerato come il segno precursore del ten­tativo del 14. Siate pronti, diceva Mazzini, a tutti i suoi partigiani, a tutti i demolitori di tutti i paesi; essi erano pronti effettivamente. Sem­bra che dei rifugiati politici stranieri, residenti a Bruxelles, paghino con la più nera ingratitudine l'ospitalità che il Belgio dà loro. Sembra infatti che Pieri sia passato per Bruxelles e vi abbia incontrato molti rifugiati prima d'andare a Parigi. La polizia belga avvertiva, la vigilia, quella francese del pericolo che l'imperatore correva, ma non è a questo solo che deve limitarsi l'opera nostra. Bisogna che ormai il Belgio non sia più il focolaio permanente di cospirazioni contro la vita del sovrano della Francia. I rifugiati politici notoriamente conosciuti come perico­losi devono essere allontanati. Noi approviamo le dichiarazioni del conte de Moray il quale spera che ogni misura sia presa nei paesi vicini alla Francia per distruggere i focolai del delitto e che le sante leggi del­l'ospitalità non continuino più ad essere applicate a delle bestie feroci. La difesa dell'imperatore dei francesi è necessaria per eliminare, una catastrofe generale dell' Europa e tutti i governi dovranno prestar visi,