Rassegna storica del Risorgimento

FABRIZI NICOLA
anno <1935>   pagina <497>
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L'attentato Orsini nei documenti e nella stampa del Belgio 497
allontanando dal loro territorio gli stranieri che vi conducono un'esi­stenza ambigua, dopo essere stati obbligati a rinnegare la loro patria in seguito a condanne pronunziate contro di loro. L'oro è seminato a profusione fra gli affiliati di quest'associazione d'assassini, che hanno la loro sede principale a Londra e delle succursali nei diversi paesi. E al sovrano della Francia che essi mirano esclusivamente, perchè egli ha confiscato la repubblica a suo profitto, annientato il governo rivolu­zionario a Roma e tolto a Mazzini la dittatura che egli esercitava, ridu­cendolo alla coudizione di semplice privato. Questo vile sicario, che Boniface ha proclamato un grande uomo, non indietreggia dinanzi ad alcun mezzo per vendicarsi. L'indipendenza dell'Italia non è che un pretesto; i suoi personali rancori sono il vero motivo dei suoi appelli all'insurrezione ed all'assassinio, dei quali egli inonda l'Europa e che non trovano accoglienza che presso i miserabili della sua specie. Non un solo francese si è costituito servile strumento dell'attentato, al quale l'imperatore è sfuggito per vero miracolo. Sono degli italiani che se ne sono macchiati, degli emissari di Mazzini, il quale ha cura di sottrarsi a tutte le ricerche, facendo, di oscuri proseliti, le vittime dei suoi infami progetti. Speriamo che questo miserabile non tarderà ad essere colpito nel suo rifugio e che non tarderà a render conto del sangue che gli giunge fino alla gola .
Contro la rabbia antimazziniana, alla quale fortunata­mente non tutti i giornali belgi partecipavano, si levava La Patrie de Bruges, cbe, nel n. 17 del 17 gennaio, scriveva di non stabilire alcuna connessione fra la ripetizione dell'atto di Fiescbi ed il liberalismo rivoluzionario cbe noi combattiamo e UIndépendance di Bruxelles, cbe, il 18 (n. 18), affermava di non trovare, come Le Moniteùr di Parigi aveva scritto, alcuna complicità di Mazzini nell'atto compiuto da Orsini, poiché se Mazzini chiama il popolo italiano all'azione, non parla né di regicidio, né d'assassinio, né di complotti . UÈ' cho des Flandres di Gand del 17-18 (n. 17-18) più esplicita­mente affermava cbe dall' istruzione del processo risulta cbe Orsini abbia agito all'insaputa di Mazzini o almeno fuori della , volontà del celebre capo della demagogia italiana ed aggiun­geva che coloro che vorrebbero cercare un rifugio nel dispo­tismo potrebbero attingere un utile insegnamento dal terribile